“Massimo Bossetti ha saputo in carcere chi uccise Yara Gambirasio”: a dirlo, in una intervista al settimanale Oggi, è Letizia Bossetti, sorella gemella del muratore di Mapello (Bergamo), condannato in via definitiva per l’omicidio della tredicenne di Brembate. La donna ha parlato di una lettera mandata da Massimo Bossetti alla trasmissione Quarto Grado:  “Appena l’ho letta ho pensato che Massimo la verità l’abbia conosciuta in questi anni in carcere… Che qualcosa di importante stesse succedendo – dice l’avevo intuito durante le ultime visite in carcere. Dopo la morte della mamma, alla quale lui era legatissimo, mi aspettavo di trovare mio fratello in uno stato di totale prostrazione. E invece era strano, nervoso, irascibile, inquieto, aggressivo come se dentro avesse qualcosa che lo tormentava ma non potesse  farmelo sapere. Forse tutta la verità l’ha scoperta proprio nelle ultime settimane” afferma ancora Letizia Bossetti.

Secondo la donna, il fratello non dice quello che sa per paura: “Un messaggio chiaro l’ha mandato”, ha detto a Oggi Letizia Bossetti. “Adesso forse aspetta che qualcuno risponda, che faccia una mossa. Perché sa bene che rischia la vita anche in carcere. E se avesse paura non solo per sé, ma anche e soprattutto per la sua famiglia?”.

Bossetti non si dà pace dal carcere e continua a proclamare la propria innocenza. Durissimo era stato il suo sfogo nella missiva inviata allo stesso settimanale, fa: "Mi vergogno di essere italiano, sono deluso e amareggiato di fronte a tutta questa ingiustizia. Mi vergogno altamente di essere italiano ma resto molto fiero di non aver venduto la mia innocenza". Non è la prima volta che Bossetti scrive ai giornali. Prima della sentenza di condanna scrisse un'altra lettera, rivolta alla madre e alla sorella. Quella volta, però, usò un tono molto più sottomesso, quasi rassegnato. E manifestò anche intenzioni suicide: "Mamma e Laura, io so che la farò finita qui dentro, perché non posso accettare tutto quello che ho combinato a Marita e me lo merito davvero per quello che ho fatto".