L’ex europarlamentare della Lega Mario Borghezio ha ammesso di aver sottratto diversi volumi storici dall’Archivio di Stato di Torino ma si è difeso sostenendo che intendeva solo fotocopiarli e che poi li avrebbe restituiti. Questo è quanto Borghezio avrebbe detto in procura al pubblico ministero Francesco Pelosi che lo accusa di furto e tentato furto. In effetti nella sua casa sono state trovate oltre 700 pagine di documenti fotocopiati. Alcuni dei volumi in questione tuttavia all’Archivio di Stato non sono mai riapparsi, quindi la posizione di Borghezio non convince totalmente gli inquirenti. Si tratta di libri sulla razza, il nazismo e gli ebrei e sulla seconda guerra mondiale.

Ad accusare Borghezio di furto è stato lo scorso novembre un funzionario dell'Archivio di Stato di Torino: il leghista, appassionato di storia, stava consultando dei documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, in particolare sulle misure di prevenzione dei bombardamenti. Secondo l’accusa del funzionario, Borghezio avrebbe tentato di rubare tali documenti, sottraendoli alla collettività. Per Borghezio, invece, si è trattato solo di un “equivoco”, perché la sua intenzione era solo quella di fotocopiare le carte, nonostante non fosse previsto dal regolamento. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc). A indagare sulla vicenda è la procura di Torino, che vuole capire se effettivamente l’ex europarlamentare abbia commesso dei furti.

Mario Borghezio è uno storico esponente della Lega ed è stato parlamentare europeo in più legislature: ha occupato gli scranni di Strasburgo e Bruxelles dal 2001 al 2019. È stato anche deputato – eletto sempre con la Lega Nord – dal 1992 al 2001, ma anche consigliere comunale a Torino, la sua città. Ha inoltre ricoperto il ruolo di sottosegretario alla Giustizia.