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22 Aprile 2022
11:41

Marina di Massa, costringevano donne in difficoltà economiche a prostituirsi: “Se non lo fai non mangi”

Una coppia di La Spezia è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione: almeno 14 le donne adescate, tutte in difficoltà economica, costrette a rapporti sessuali e pagate 30 euro. Gli incontri avvenivano in un locale di Marina di Massa.
A cura di Chiara Ammendola
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Ha messo in piedi un vero e proprio giro di prostituzione la coppia di La Spezia arrestata giovedì pomeriggio a Marina di Massa al culmine di un'indagine coordinata dalla procura toscana: si tratta di un uomo di 59 anni, impiegato nella città ligure, e una donna di 43 anni di nazionalità romena. I due, stando a quanto emerso dalle indagini portate avanti dai carabinieri di Marina di Massa, avrebbero costretto almeno 14 donne a prostituirsi. Prestazioni sessuali in cambio di denaro che avvenivano all'interno del Princess Victory, locale della cittadina toscana noto per gli scambi di coppia che negli ultimi tempi sembra avesse incentrato proprio su questo tipo di attività il suo nuovo business.

I due sono accusati di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione in violazione dell’articolo 3 della cosiddetta “Legge Merlin”, norma nata per contrastare i fenomeni di sfruttamento e favoreggiamento di questo tipo di attività. Le indagini sono nate durante un'attività di controllo di annunci pubblicati su di un noto sito web di incontri che ha portato i militari proprio al locale Princess Victory: secondo i carabinieri al suo interno avvenivano gli incontri tra le donne adescate dalla coppia e i clienti. La 43enne aveva il compito di ricercare e selezionare le donne da avviare alla prostituzione e ne gestiva quotidianamente le attività mentre il compagno si occupava degli annunci degli incontri da caricare sui diversi siti per adulti e gestiva l’accesso dei clienti alla struttura.

Secondo quanto emerso dalle indagini sarebbero 14 finora le donne sfruttate e identificate, di diversa nazionalità ed età ma in prevalenza italiane: la maggior parte erano in difficoltà economiche tanto da essere costrette a prostituirsi anche per pochi euro, mentre il grosso dei proventi corrisposti dai clienti, pari a più del cinquanta per cento del totale, veniva trattenuto dalla coppia. Nell'ordinanza di custodia cautelare della coppia sono riportate alcune intercettazioni telefoniche in cui emergono i toni con i quali venivano trattate le donne che non osavano lamentarsi per la necessità di soldi.

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