Era il 15 agosto del 2014. Aveva di festeggiare quel Ferragosto in un ristorante di Andrano, in provincia di Lecce, insieme alla sua famiglia e ad alcuni amici. Da quella sera è cominciato il calvario per E. E., 54 anni. La cena a base di pesce crudo ha infatti segnato per il commerciante di Tricase l'inizio di un lungo periodo di cure non ancora terminato e che lo ha visto girare tanti ospedali in tante città d'Italia. In particolare, delle alici marinate gli avrebbero causato una infezione grave al colon, per la presenza del parassita Anisakis, il nemico numero uno di chi consuma pesce crudo. Il 54enne ha infatti contratto la colite ulcerosa dopo aver ingerito il cibo contaminato dal parassita.

Il calvario causato dal parassita

I primi sintomi (febbre altissima e gastroenterite) sono stati inizialmente scambiati per una classica intossicazione alimentare. Il fatto che non migliorasse hanno spinto i medici a fare altre analisi che hanno dato la conferma: il parassita Anisakis era entrato nel suo organismo. L’uomo è stato in cura prima presso l'ospedale di Poggiardo, poi a Tricase, infine al Policlinico "Gemelli" dove è stato sottoposto ad una terapia sperimentale che lo ha costretto a continui su e giù da Roma per oltre tre anni. Oggi il 54enne prosegue la sua cura a Galatina sotto il controllo di uno specialista dell'ospedale della Capitale trasferitosi nel Salento. Come se non bastasse, la massiccia dose di cortisone assunta per il primo anno di cure ha originato nel 54enne un diabete di Tipo 2, mentre i farmaci che continua a prendere per curare la colite ulcerosa hanno avuto come effetto collaterale dei problemi cardiaci.

La richiesta di risarcimento

Il commerciate di Tricase ha quindi fatto causa al proprietario del ristorante dove gli erano state servite le alici contaminate. Il medico legale ha quantificato la richiesta di  risarcimento in 100mila euro. Stando alla ricostruzione dei suo legali, questi sei anni di cure gli sono costati quasi 16mila euro tra spese mediche, continui via vai e ricoveri che lo hanno costretto a tener chiusa la sua attività commerciale  per lunghi periodi.