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Maltempo Veneto, ingenti danni per allagamenti ed esondazione del fiume Muson: “Stato di emergenza”

“Quello che si è verificato nelle ultime ore in Veneto è un fenomeno che avviene circa ogni 300 anni. Questo è un dato di fatto, il clima sta cambiando. Abbiamo dichiarato lo stato d’emergenza” ha spiegato il governatore Luca Zaia, confermando i diversi danni per maltempo, allagamenti e frane.
A cura di Antonio Palma
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“Il cambiamento climatico ci impone di cambiare modello, non siamo abituati ad acquazzoni equatoriali. Senza bacini sarebbe stato un disastro” così il governatore vento Luca Zaia descrive le conseguenze del maltempo che ha colpito il Veneto nelle ultime ore con allagamenti, esondazioni di fiumi e torrenti e migliaia di interventi dei vigili del fuoco e protezione civile. Dopo le piogge torrenziali di ieri, la situazione più critica al momento resta a Camposampiero, nel Padovano, per la rottura di un argine del fiume Muson nelle prime ore di oggi. Allagamenti anche nel trevigiano a Castelfranco Veneto, per l'esondazione dell'Avenale ed Asolo. Evacuate diverse persone rimaste isolate per le strade invase dall'acqua. L'acqua ha invaso anche i locali di una casa di riposo e di alcuni ospedali.

“Quello che si è verificato nelle ultime ore è un fenomeno che avviene circa ogni 300 anni. Questo è un dato di fatto, il clima sta cambiando. Abbiamo dichiarato lo stato d’emergenza” ha dichiarato Luca Zaia, confermando i diversi danni nel territorio per allagamenti e frane. Il maltempo ha costretto a chiudere ieri anche la Pedemontana Veneta e la linea ferroviaria Venezia – Milano tra Padova e Verona, entrambe ripristinate oggi.

Nella giornata di mercoledì ci sono state più di 2.500 le chiamate al numero di soccorso 115 dei vigili del fuoco. I pompieri sono intervenuti prevalentemente per allagamenti e hanno eseguito quasi novecento interventi e in corso di attesa d'intervento e valutazione vi sono altre 400 richieste. Anche il depuratore del Petrolchimico di Venezia è stato messo in crisi per via delle precipitazioni intense.

“Ci sono stati parecchi danni ad Asolo, dove 15 persone sono rimaste isolate, e nella Castellana. Nel Padovano, oltre a Camposampiero dove il Muson ha rotto gli argini, abbiamo avuto un problema a un allevamento in provincia, dove l’allagamento ha ucciso 10 mila tacchini” ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin.

“Ci sono una decina di rotture arginali, si sono interrotte tratte ferroviarie e in generale movimenti franosi si sono verificati in diverse zone. Questa notte si è rotto l'argine a Camposampiero. L'ospedale del comune è stato allagato, così vale per quello di Cittadella” ha aggiunto l’assessore.

“Abbiamo avuto “botte di acqua” che hanno fatto diversi danni nel territorio ma il bilancio dei danni poteva essere molto più pesante se non avessimo avuto i bacini di laminazione” ha spiegato Zaia, aggiungendo: “Si è trattato comunque di un fenomeno piovoso con una intensità unica e questo ci deve fare riflettere, se ci saranno ancora eventi di questa portata bisognerà pensare ad altre modifiche. Non abbiamo avuto feriti o perdite di vite umane, e questa è la cosa più importante”.

"Al di là di questo, mi interessa ricordare che da un lato abbiamo danni importanti perché abbiamo avuto tre sfondamenti arginali, e dall'altro se ne sono andati un paio di ponti a Malo vicentino, frane e casini vari. Le preoccupazioni sono le previsioni delle prossime, ore. Le previsioni ci impongono di dire ai cittadini di fare molta attenzione e di non andare a fare foto dei fiumi in piena perché c'è sempre il rischio di sfondamento degli argini" ha concluso Zaia.

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