Guerra Ucraina-Russia

L’UNHCR a Fanpage.it: “In Italia già 230mila ucraini, si aprano le frontiere anche ai profughi”

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Chiara Cardoletti, rappresentante per l’Italia dell’UNHCR: “Qui vivono già almeno 230mila persone di nazionalità ucraina, ci aspettiamo che alcuni profughi vogliano raggiungerle, specialmente se si tratta di familiari”.

Questa volta le bombe non piovono su Damasco, né su Kabul o Baghdad. Stavolta il terrore della guerra è calato sull'Ucraina, a poche centinaia di chilometri di distanza dal confine italiano, dove questa notte il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un attacco su larga scala colpendo non solo i presidi militari ucraini del Donbass, ma anche le infrastrutture di molte altre città. Mentre scriviamo, le truppe russe hanno preso il controllo dell'aeroporto di Kiev e "marciano" ormai spedite verso il cuore della capitale, dove da ore risuonano le sirene antiaeree. A pagare il prezzo più salato, come avviene durante ogni guerra, sono i civili. Non sono ancora noti i numeri ufficiali delle vittime, che ammonterebbero comunque a diverse decine, ma è già possibile stimare che decine di migliaia di persone nel prossimo futuro abbandoneranno le loro case e il loro Paese per cercare rifugio nel resto d'Europa. A loro, ora, è doveroso garantire accoglienza. Fanpage.it ne ha parlato con Chiara Cardoletti, dal giugno del 2020 Rappresentante per l’Italia, la Santa Sede e San Marino dell’UNHCR, Agenzia Onu per i Rifugiati.

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Anche la guerra in Ucraina rischia di causare un'ondata di profughi, come tutte le altre?
Sì, stiamo monitorando costantemente la situazione e siamo molto preoccupati per le conseguenze umanitarie di questo intervento militare russo. Stiamo già vedendo persone che hanno cominciato a fuggire dalle loro case e ci aspettiamo che, soprattutto nella fase iniziale, lo sfollamento sia soprattutto interno ai confini ucraini: alcune stime parlano di 6 milioni di possibili profughi. Per quanto ci riguarda siamo presenti nel Paese dal 1994 e siamo già pronti a rispondere alle necessità di assistenza alla popolazione; abbiamo predisposto personale e aiuti umanitari sia in Ucraina che nei Paesi di frontiera.

Molti di questi profughi potrebbero cercare aiuto anche fuori dall'Ucraina?
Sì. Per quanto riguarda i movimenti di persone fuori dai confini ci vengono segnalati almeno tremila profughi in Moldova, ma la situazione si sta evolvendo molto rapidamente e questo numero è certamente destinato ad aumentare.

Anche l'Italia dovrà fare la sua parte, quindi…
Sì. Nel nostro Paese vivono già almeno 230mila persone di nazionalità ucraina e ci aspettiamo che alcuni profughi vogliano raggiungerle, specialmente se si tratta di familiari. Ovviamente trattandosi di rifugiati bisogna assicurarci che queste persone vengano aiutate ad attraversare la frontiera italiana e che venga poi dato loro tutto il supporto necessario, ad esempio se vorranno riunificarsi con i loro parenti. Crediamo comunque che non dovrebbero esserci difficoltà: l'Italia da anni ha maturato un'importante esperienza nell'accoglienza e nonostante ci siano stati dei piccoli "nei" questo Paese ha dimostrato di saper aiutare chi ne ha bisogno.

Cosa chiedete al Governo Draghi?
Chiediamo di continuare a lavorare in partnership affinché i rifugiati ucraini che vogliono venire in Italia possano farlo senza ostacoli. Al popolo italiano, estremamente generoso, chiediamo su supportare il nostro lavoro perché siamo pieni di emergenze: non solo l'Ucraina, ma anche l'Afghanistan, il Sahel e tante altre.

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