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Litiga con l’amica, per vendicarsi affigge per mesi suoi fotomontaggi pornografici in strada: arrestato 19enne

Un ragazzo di 19 anni è stato arrestato per aver realizzato e affisso nelle strade di Foggia alcuni fotomontaggi pornografici realizzati con gli scatti del viso della sua ex amica.
A cura di Gabriella Mazzeo
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foto di archivio
foto di archivio

Un giovane di 19 anni è stato arrestato a Foggia in seguito alla denuncia di una sua ex amica che ha raccontato alle forze dell'ordine di essere da mesi vittima atti persecutori. La giovane, infatti, ha deciso di sporgere denuncia nel luglio scorso, quando ha trovato fuori dalla sua scuola alcune foto del suo viso sovrapposto al corpo nudo di un'altra donna. Le immagini erano state affisse sui muri attorno all'istituto foggiano e alle foto sessualmente esplicite erano accompagnate frasi e insulti volgari.

Così la 19enne ha deciso di dire basta e si è presentata dalla Polizia per raccontare quanto subito. La ragazza ha raccontato di essere stata a lungo amica del suo persecutore e ha spiegato che il rapporto con lui si era interrotto per divergenze caratteriali. Per questo motivo, il 19enne aveva iniziato a diffondere le immagini artefatte prima su internet, poi nei pressi degli istituti scolastici di Foggia e in strada.

In seguito a una serie di indagini, le forze dell'ordine hanno fermato il 19enne, sequestrando anche i suoi dispositivi informatici per effettuare analisi tecniche. Il ragazzo è stato incastrato dalle chat con ChatGpt: le forze dell'ordine hanno infatti ritrovato i messaggi con i quali il 19enne chiedeva di formulare frasi offensive nei confronti dell'ex amica. Il presunto stalker è stato posto agli arresti domiciliari, mentre il materiale utilizzato per realizzare i fotomontaggi è stato acquisito dalle autorità.

Secondo quanto emerso, infatti, il 19enne custodiva le foto dell'ex amica e il materiale che utilizzava per creare i fotomontaggi in diversi dispositivi elettronici, mentre nella Chat con l'intelligenza artificiale aveva cercato di eliminare i dati che potessero rappresentare un elemento di prova se acquisiti dalle autorità. Il 19enne non era però riuscito a rimuovere tutti gli elementi incriminanti e l'analisi dei dispositivi elettronici ha quindi permesso l'arresto.

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