L'epidemia di coronavirus in Italia continua ad essere per il momento sotto controllo. È quanto emerge dall'ultimo report sull'andamento dei contagi pubblicato dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità, secondo i quali "complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV-2 rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 6/7-19/7) di 4.6 per 100mila abitanti (stabile rispetto al periodo 29/6-5/7). "Il numero dei contagi da coronavirus è stabile rispetto alla scorsa settimana e l'Rt nazionale è di poco inferiore a uno", ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute. "Ci sono diversi focolai di ampiezza variabile – ha aggiunto – in quasi tutte le regioni e molti di essi sono causati da persone provenienti da paesi ad alta incidenza di coronavirus". Per questo "è necessario continuare ad avere comportamenti prudenti rispettare le distanze, indossare le mascherine e curare l'igiene personale e sottoporsi alla quarantana se la provenienza è da paesi ad alta incidenza".

Ministero-Iss: "Il lockdown ha permesso un controllo efficace dell'infezione"

Secondo il report settimanale di Ministero e Iss benché le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell'infezione da SARS-CoV-2, "al momento siamo in una situazione di trasmissione stazionaria a livello nazionale in cui persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all'importazione di casi da Stati esteri". Il numero di nuovi casi comunque "rimane nel complesso contenuto. Questo avviene – si legge – grazie alle attività di testing-tracking-tracing che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l'inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l'infezione". Non sorprende pertanto, si rileva nel report, "osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi".

La situazione descritta nel rapporto quindi "è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l'opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l'isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche. È essenziale mantenere elevata l'attenzione e continuare a rafforzare le attivita' di testing-tracking-tracing in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l'epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale, l'uso delle mascherine e il distanziamento fisico". Si ribadisce infine "la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari sia per le persone che rientrano da paesi per ii quali è prevista la quarantena e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad una inversione di tendenza con aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale".

L'età media dei nuovi positivi è intorno a 40 anni

Sempre il report del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità informa che "l'età mediana dei casi diagnosticati nell'ultima settimana è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane e in parte all'identificazione di casi asintomatici tramite screening in fasce di età più basse". L'abbassamento dell'eta' media, rileva il rapporto, "comporta un rischio piu' basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari".