Aveva messo un like a un post dove si inneggiava a Hitler e ai forni crematori. Luca Caprini, consigliere comunale della Lega a Ferrara ma anche agente di polizia e sindacalista del Sap, è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Nei guai, oltre a lui, è finito l'autore della frase, l'imprenditore Marco Faccini. I due sono stati perquisiti dalla Digos, nell'ambito di un'inchiesta del pubblico ministero Andrea Maggioni. Il testo su cui Caprini aveva cliccato ‘mi piace' era stato scritto dopo l'esibizione del cantante Sergio Sylvestre, che aveva intonato l’inno nazionale prima della finale di Coppa Italia del giugno scorso: "Ma quel signore con i baffi che adoperava i forni non c'è più?", era il pessimo post scritto da Faccini sulla sua pagina Facebook e accompagnato da un’immagine del musicista con “Vergogna” scritto a caratteri cubitali.

Questa mattina la Digos, delegata dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, ha eseguito delle perquisizioni e dei sequestri nelle case di Caprini e Faccini. Stando a quanto trapelato, sono stati prelevati i dispositivi informatici – computer e telefoni cellulari – per eseguire degli approfondimenti sul loro contenuto. “Mi riservo di guardare le carte”, è il commento dell’avvocato Marco Linguerri che assiste Faccini. In seguito a segnalazioni e polemiche, Caprini aveva tentato maldestramente di giustificarsi sostenendo di aver compiuto un “mero errore materiale, imperdonabile” e assicurando di non avere “nessuna propensione o affinità con fascismo e nazismo. L’aver compiuto questo errore non è giustificabile, ne sono consapevole, ma a mia discolpa c’è la mia storia, al di là del fatto che abbia aderito alla Lega”. Anche Ilaria Cucchi, informata dalla consigliera comunale Anna Ferraresi, aveva segnalato il fatto al Capo della Polizia Franco Gabrielli.