L’esplosione, gli spari e l’inseguimento: come sono stati catturati i rapinatori dell’assalto al portavalori

Hanno sparso chiodi sull'asfalto e messo un furgone di traverso sulla strada i rapinatori che nella mattinata di oggi, lunedì 9 febbraio, hanno assaltato un portavalori dell'azienda Btv Battistolli lungo la strada statale 613 Brindisi-Lecce, nei pressi dello svincolo di Tuturano.
Il mezzo è stato fatto esplodere al centro della carreggiata seminando il panico tra gli automobilisti, gli uomini della banda erano armati di fucile. All'arrivo dei Carabinieri, hanno rubato l'auto a una studentessa che stava andando a Lecce per sostenere un'esame all'università e tentato la fuga.
Due di loro sono stati fermati dopo un inseguimento prima in auto e poi a piedi nelle campagne salentine. Il colpo è fallito e fortunatamente nessuno è rimasto ferito, nonostante i malviventi abbiano esploso diversi colpi d'arma da fuoco contro una gazzella dei carabinieri, forando carrozzeria e parabrezza.
Come sono stati catturati i rapinatori
Stando a quanto riferito dall'Arma dei Carabinieri, in un primo momento a inseguire i rapinatori è stato un carabiniere della Compagnia di Brindisi, libero dal servizio.
Con la sua auto ha cercato di fermarli mentre aggiornava costantemente la centrale operativa sui loro spostamenti. A un certo punto però è stato costretto a desistere, dopo essere stato ripetutamente tamponato e speronato da una quarta auto arrivata alle sue spalle.
Le comunicazioni alla centrale operativa, con i riferimenti delle autovetture in fuga, ha permesso a un equipaggio della Stazione di Cellino San Marco (Brindisi) di intercettare due veicoli e di mettersi all’inseguimento di uno di essi, una Jeep Compass che nel frattempo aveva fatto inversione di marcia.

Dopo alcuni chilometri, nel territorio di San Pietro Vernotico, uno dei due malviventi, si è sporto dal mezzo impugnando un fucile a pallettoni e ha esploso contro l’autovettura di servizio alcuni colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha colpito il parabrezza e il cofano del mezzo dei militari, conficcandosi nel sedile posteriore dell’abitacolo.
La fuga e l'inseguimento nelle campagne salentine
I militari non si sono fermati e hanno proseguito l’inseguimento per ancora 7 chilometri, desistendo solo quando, arrivati nell’abitato di Squinzano (Lecce), il pericolo di coinvolgere in un eventuale sparatoria le persone, tra cui anche giovani studenti presenti lungo le strade e in procinto di entrare a scuola, li ha portati a desistere.
I dettagli dei rapinatori in fuga a bordo della Jeep, comunicati anche attraverso la Centrale Operativa di Lecce, ha permesso poco dopo ai componenti di due equipaggi dei Carabinieri di Campi Salentina di bloccare i due individui, a piedi, mentre erano in fuga nei campi.
Nelle vicinanze sono state ritrovate la Jeep Compass e un borsone contenente passamontagna e maschere in silicone, un Jammer e due lampeggianti. I fermati sono entrambi originari di Foggia, ora sono accusati di “tentato omicidio e rapina aggravata dall’uso di armi ed esplosivi".
Il Comandante dell'Arma Luongo: "Grande coraggio e professionalità"
Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente il Comandante della Legione Carabinieri Puglia e i Comandanti Provinciali di Brindisi e Lecce per congratularsi con i Carabinieri intervenuti.
“I militari dell’Arma hanno dimostrato, ancora una volta, grande coraggio e professionalità, intervenendo con tempestività e determinazione in un contesto di estremo pericolo”, ha affermato il Generale Luongo e sottolineato come l’efficace risposta operativa abbia permesso non solo di contrastare l’azione criminale, ma soprattutto di tutelare l’incolumità dei cittadini presenti, confermando il ruolo fondamentale dell'Arma quale presidio di sicurezza e legalità sul territorio.
Il vertice dell’Arma ha infine espresso sentimenti di vicinanza per il militare che, nelle fasi concitate della cattura di uno degli arrestati, è rimasto ferito ed è tuttora ricoverato in ospedale. Il Comandante Generale ha inoltre garantito sostegno operativo inviando in Puglia Reparti speciali per supportare le indagini finalizzate all’identificazione degli altri componenti del commando.