Il 23 maggio 2019 il piccolo Leonardo Russo è stato portato in ospedale a Novara con il corpicino ricoperto di lividi ormai agonizzante, in fin di vita. Il prossimo 16 ottobre, Gaia Russo, la madre e Nicolas Musi andranno a processo con l'accusa di omicidio volontario aggravato, lesioni e maltrattamenti per cagionato la morte del bambino con le percosse. Secondo l’autopsia, a provocare la morte causando l'emorragia al fegato ha portato al decesso del piccolo di mezzora è stato un violento colpo all’addome. Si sono costituiti parte civile la nonna del bambino e il papà. Inizialmente la madre aveva cercato di fare credere che Leonardo fosse stato ridotto in fin di vita da una caduta, ma la verità è emersa molto rapidamente. "Non ho alzato io le mani sul bambino" aveva allora cercato di difendersi.

Assistita dall’avvocato Simone Briatore, Gaia Russo, 23 anni, è ai domiciliari perché all’epoca dell’arresto aspettava un figlio. Quanto al Musi, difeso dall’avvocato Alberto La Neve, è detenuto in carcere. Per l'accusa entrambi sarebbero responsabili della morte del piccolo, sebbene con condotte diverse. La Russo, con un comportamento passivo e omissivo mentre il compagno, per aver agito le violenze sulla piccola vittima. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, infatti, non era la prima volta che il piccolo Leonardo veniva picchiato, ma già in passato era stato vittima di violenza da parte del 24enne. Il 23enne, era già era noto alle forze dell’ordine per episodi di lesioni, maltrattamenti e violenza sessuale.