Proseguono a pieno ritmo le ricerche del killer che domenica sera ha ucciso Mario Piozzi, il 59enne titolare della sala slot “Qui Gioco” di Legnano, provincia di Verona: l'uomo – stando a quanto emerso – è stato preso a sprangate da un rapinatore che gli ha poi sottratto i 3.000 euro circa dell'incasso. Piozzi non è deceduto subito, ma è rimasto a lungo a terra agonizzante. E' stato quindi soccorso dopo la segnalazione della figlia della sua socia in affari – la prima a trovarlo: dopo essere stato trasportato in ospedale è morto per le gravi le ferite riportate.

Chi era Mario Piozzi: gestiva attività commerciali da una vita

Piozzi era nato e cresciuto a Quinzano d'Oglio, in provincia di Brescia, e da circa quattro anni si era trasferito a Legnano, dove aveva aperto una sala slot. Anche in passato aveva gestito diverse attività commerciali prima a Quinzano, per poi trasferirsi sul lago di Garda e infine in Provincia di Verona. Aveva un figlio, Fabio, che abita a Brescia. In molti in paese ancora si ricordano di lui, come una persona sempre gentile, educata, riservata. La famiglia era molto conosciuta nella zona, visto che sia il padre che il nonno erano stati stimati agricoltori e allevatori. Un'altra tragedia aveva però già colpito la famiglia Piozzi: suo padre era rimasto vittima di un fatale incidente stradale.

La dinamica del delitto: il killer è entrato dal retro della sala slot

I carabinieri di Legnano non hanno dubbi sulla dinamica del delitto. L'assassino di Piozzi sarebbe entrato dal retro della sala slot quando intorno alle 21.30, quando il locale era ormai chiuso. A quanto pare la vittima avrebbe aperto la porta al suo aggressore, circostanza che farebbe intendere che lo conoscesse o che, semplicemente, si sia fidato. Una volta varcata la soglia, il killer ha scatenato si è scagliato su Piozzi colpendolo ripetutamente con una spranga o un bastone in ferro, poi ha preso i soldi dell'incasso ed è fuggito, lasciando Piozzi a terra agonizzante. I vicini di casa hanno raccontato di non aver sentito nulla. Il primo a ritrovarlo, come detto, la figlia della sua socia. Piozzi viveva sul retro della sala slot, in un palazzo di Via Caduti.