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14 Novembre 2022
08:49

Le parole di disprezzo di mamma e figlia dopo il pugno a Davide Ferrerio, la famiglia: “Devono pagare”

Il dolore di Giuseppina Orlando, mamma di Davide Ferrerio, in coma dopo il pestaggio subito per uno scambio di persona a Crotone: “Non voglio vendetta, nessuna vendetta vale la vita di mio figlio, ma voglio che paghino, è una questione di equità”.
A cura di Susanna Picone
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Non vuole vendetta Giuseppina Orlando, ma che le persone che hanno fatto del male a suo figlio paghino, "è una questione di equità", ripete. La mamma di Davide Ferrerio, il ragazzo bolognese in coma irreversibile dopo un pestaggio subito lo scorso agosto a Crotone, esprime tutto il suo dolore dopo la notizia dei giorni scorsi dell’arresto di altre due persone coinvolte quel giorno d’estate.

Si tratta di Anna Perugino, 41 anni, colei che ha organizzato la spedizione punitiva, e della figlia 17enne. Mamma e figlia sono accusate di concorso anomalo in tentato omicidio e le loro posizioni si aggiungono a quella dell’indagato Nicolò Passalacqua, 22 anni, il ragazzo che colpì selvaggiamente Davide, probabilmente usando anche un tirapugni, e che è in carcere da agosto.

Parole sprezzanti sono contenute nell'ordinanza emessa dal gip di Crotone nei confronti di Perugino, che secondo gli investigatori è la persona da cui è partito tutto. Una donna capace di "ammaliare terzi e piegarli al suo volere", scrive il gip evidenziandone la pericolosità. "È come se mi avesse fatto il lavaggio del cervello", così Passalacqua intercettato in carcere parla della madre della 17enne di cui si era invaghito.

"Ha rovinato due ragazzi, uno in galera e l'altro che è là…. ( coma, ndr)", dicono i familiari al detenuto. Nicolò Passalacqua – emerge ancora dall'ordinanza – prima vuole addossarsi tutta la colpa senza tirare in ballo mamma e figlia, ma col tempo si convince di essere stato carnefice e vittima allo stesso tempo.

E la ragazza usa parole altrettanto dure subito dopo l’aggressione, forse ancora non del tutto consapevole di quanto accaduto. "Ho visto la scena ed è caduto come un salame. Però che bel cazzotto", scrive in un messaggio.

È il quotidiano Repubblica a riportare le ultime parole della mamma di Davide: "La mia vita non ha più significato senza Davide, non mi potrò mai riprendere da questo dolore immenso e disumano che mi sta portando via. Vederlo in quelle condizioni in un letto e da mesi, non potergli parlare e trasferire il mio amore mi sta uccidendo".

"La nostra famiglia è distrutta – continua Giuseppina Orlando – penso che si possa capire che cosa vuol dire vivere in quella casa senza Davide, con il suo sorriso e la sua spensieratezza dei vent’anni". Alla famiglia di Davide Ferrario non resta che chiedere giustizia dopo quello che hanno fatto al ventenne.  Non si tratta di vendetta "perché nulla vale la vita di mio figlio, ma solo di equità".

L’11 agosto scorso Davide Ferrario è finito dentro a quello che il gip di Crotone descrive come "un vortice della follia". Tutto nasce, secondo la ricostruzione di chi indaga, da un scambio via social che la 17enne arrestata la scorsa settimana aveva intrapreso con un 31enne che utilizzava su Instagram un profilo falso che rispondeva al nome dell’ex fidanzato della minorenne. Quel nome era un caso, a quanto pare, ma aveva insospettito la giovane e sua madre.

Perugino dice quindi alla figlia di dare un appuntamento a quell’uomo per capire di chi si trattasse, l’intento della donna era però quello di farlo picchiare (e per questo chiede l’aiuto di Passalacqua, che sapeva essere interessato alla ragazza). La 17enne, come anche una sua amica presente, temevano invece per la gelosia del 22enne tanto che la ragazza nelle intercettazioni sembra prendersela proprio con la madre per come poi è andata a finire.

Il gip parla poi del "nefasto messaggio che ha dato il via alla brutale aggressione". È quello che l’uomo dal profilo social falso invia la sera dell’aggressione alla 17enne: dopo essere entrato in contatto con Anna Perugino, che gli chiede se era lui quello che chattava con una minorenne, lui nega e va via con una scusa. Poi scrive alla 17enne di indossare una camicia bianca. Non era vero, ma una camicia bianca quella sera la indossava Davide Ferrerio.

Il 31enne non è indagato perché secondo gli inquirenti non avrebbe visto né indicato volutamente il ragazzo bolognese. Non avrebbe voluto, insomma, indirizzare gli aggressori verso Ferrerio. Quello che accade dopo è lo scambio di persona e l’aggressione di Passalacqua a Ferrerio. "Speriamo che si sveglia", ripete il giovane in carcere nei giorni successivi all’aggressione riferendosi alle condizioni di Davide. Ma Davide è ormai in coma irreversibile in un letto d'ospedale a Bologna.

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