Le foto di Gigi D’Alessio con l’ex re della camorra Luigi Giuliano

Confidential, il programma di approfondimento e inchiesta di Fanpage.it, ha mostrato in esclusiva delle foto di Gigi D’Alessio nel salotto della famiglia Giuliano. Il cantante napoletano si intrattiene al pianoforte mentre intorno ci sono i famigliari dello storico boss di Forcella. Ma “Lovigino” non è il solo boss frequentato da D’Alessio, ci sarebbero stati, secondo le testimonianze raccolte, finanziamenti da parte di Vincenzo Licciardi, storico fondatore dell’Alleanza di Secondigliano; Rosario Piccirillo, ras della Torretta e Peppe Misso, O’ Nasone, l’uomo che ha comandato il centro storico di Napoli dal 1998 al 2006.
I boss non si limitarono a fornire sostegno finanziario: lo presero sotto la propria ala, diventando per lui manager, produttori e investitori.

Francesco Piccinini, conduttore di Confidential e direttore editoriale di Deepinto, insieme a Gennaro Marco Duello, giornalista dell’area spettacolo di Fanpage.it, hanno raccontato del legame tra Gigi D’Alessio e l’ex boss della camorra Luigi Giuliano, che tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta governò Napoli tra estorsioni, omicidi e guerre. Un legame che si concretizzò nella creazione della canzone Cient’anne, scritta da Luigi Giuliano, Gigi D’Alessio e Vincenzo D’Agostino, come attestano i bollettini di deposito SIAE, grazie alla quale ancora oggi l’ex re della camorra percepisce i proventi.
Il cantante napoletano con quella canzone mosse i primi passi nel mondo della musica accanto a Mario Merola ma intervistato da Andrea Scanzi nel 2012 ha negato di aver conosciuto Luigi Giuliano.
Il successo ha un prezzo, e il giovane Gigi D’Alessio, per realizzare il sogno di diventare un cantante affermato e arrivare oltre i confini della propria città, scelse di sottostare alle regole dello “strozzo” della camorra. Prestiti con interessi che crescono settimana dopo settimana e che possono essere ripagati anche con la vita stessa.

Si tratta di patti e compromessi che durano una vita intera. Come ha raccontato ai microfoni di Confidential Giuseppe Misso, l’ex boss dell’omonimo clan, anche quando il cantante aveva ormai raggiunto il successo nazionale grazie al palco di Sanremo nel 2000, D’Alessio continuò a frequentare la casa di Misso e partecipò al festival del Munacone da lui stesso organizzato.