La notizia del mega bonus di Natale da 6500 euro a testa ai dipendenti della Meic Services Spa di Gela ha fatto il giro del web. In un momento storico in cui in Italia l'occupazione, soprattutto giovanile, arranca e le aziende sono spesso costrette a chiudere i battenti, il gesto di questa piccola impresa nei confronti dei propri dipendenti nel cuore della Sicilia è apparso come una luce nel buio del contesto economico nazionale e regionale. "Nella lotta tra cuore e cervello, scegliamo sempre il cuore. Per questo abbiamo deciso di regalare ai nostri collaboratori tutti questi soldi non badando al resto", ha detto a Fanpage.it l'amministratore delegato Maurizio Melfa, che la scorsa settimana ha ritirato il premio nazionale "Adriano Olivetti, quale esempio di produttività imprenditoriale e solidarietà sociale".

Melfa, di cosa si occupa la Meic Services Spa?

"Noi ci occupiamo di commercio all'ingrosso di gas compresso tramite cavi e cisterne. È un servizio alternativo e sostitutivo alle forniture di metano dove non arriva la rete fissa. Alimentiamo industrie e città, siamo presenti in Sicilia e Calabria e ora andremo anche in Sardegna. È un segmento che interessa tutte quelle situazioni in cui c'è un problema legato alla rete fissa. Una volta abbiamo alimentato tutta Palermo per un giorno intero. Ormai abbiamo 31 anni, l'impresa è stata fondata nel 1988. Ma abbiamo il corpo e l'animo di una startup, per il livello di ambizione e la voglia di crescere che sempre ci contraddistingue. Siamo e ci sentiamo giovani. La maggior parte dei nostri 30 dipendenti ha un'età compresa tra i 30 e i 40 anni".

La notizia del regalo di Natale ai suoi dipendenti ha sorpreso molti, anche perché il mondo del lavoro in Italia non se la passa benissimo.

"Sì, diciamo che oggi fare impresa è un'impresa, volendo usare un gioco di parole. È come lavorare in un campo minato: basta fare il passo sbagliato e si salta letteralmente in aria. Per questo molte aziende muoiono. Soprattutto chi fa impresa al Sud ha un attaccamento viscerale, come se fosse la propria famiglia. In momenti meno positivi qualche anno fa vendetti la mia casa per risollevare le sorti della mia. Purtroppo il contesto è complesso, nazionale e regionale. Noi ci troviamo nella Sicilia dei ponti che cadono, della solita mala burocrazia, per cui vengono drenate tutte quelle energie con cui un imprenditore vorrebbe fare ma quasi sempre non riesce".

Qual è il suo modo di fare impresa? 

"Noi abbiamo uno slogan: efficienza imprenditoriale e responsabilità sociale. Siamo convinti del fatto che l'azienda per avere successo deve mettere al centro il capitale umano. Per questo siamo molto orgogliosi di aver ricevuto il premio Adriano Olivetti, un imprenditore che vedeva al centro della propria impresa le persone, le uniche che possono portare un vero valore aggiunto. Noi stiamo procedendo in questa direzione. Di conseguenza è giusto che alla fine dell'anno ai risultati ottenuti con il duro lavoro venga corrisposto un regalo economico. Puntiamo, pertanto, alla crescita emozionale dell'azienda, seguendo in qualche modo l'esempio dei colossi degli Stati Uniti, come quelli della Silicon Valley, dove il lavoratore è sempre al centro. Il tutto coniugato all'efficienza, che perseguiamo con la specializzazione di tutti i dipendenti, che influisce sul risultato di esercizio, che per noi quest'anno è stato al di sopra delle aspettative".

Come hanno preso i lavoratori la notizia del bonus da 6500 euro?

"Sono rimasti sorpresi dall'entità del bonus. Noi siamo già predisposti per avere un sistema incentivante che è stato anche aggiunto nell'accordo di secondo livello. Per cui se lo aspettavano, ma non così, anche perché hanno capito che è una somma non di poco di conto. Sono stati molto contenti e la cosa bella è che noto che questi azioni è come se dessero spinta verso un maggior gioco di squadra. Non è la prima volta che facciamo questo tipo di regali. Già lo scorso anno abbiamo consegnato un premio che abbiamo definito "diciottesima". Ma ora ci siamo superati. Dico sempre che se da una parte c'è il cuore e dall'altra il cervello, dobbiamo scegliere sempre il cuore. In questo caso il cuore è la scelta di regalare questi soldi e il cervello invece il costo che ciò comporta".

I premi arrivano a Natale. Ma cosa succede nel resto dell'anno?

"Con un gruppo di psicologi stiamo lavorando al benessere organizzativo. Abbiamo attivato una rete con specialisti che vengono anche dal Nord Italia con i quali andiamo costantemente a monitorare che le condizioni di vivibilità dei dipendenti siano massimizzate e quindi per questo l'obiettivo è di fare in modo che l'esigenza personale venga coniugata con quella aziendale. Per il nostro tipo di lavoro può capitare che si debba partire anche il giorno di Natale, ma c'è una squadra che risponde sempre. Per questo cerchiamo di soddisfare le esigenze dei singoli. Abbiamo un sistema che si chiama decisionale comunicativo con cui le decisioni vengono prese dal singolo specialista e poi comunicate all'ad che se non risponde entro 24 ore vengono direttamente ratificate. Ciò per dire che è importante lavorare in un contesto di autonomia dove il collaboratore gestisce da sé anche l'oganizzazione del proprio tempo".