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Lasciano l’Italia per aprire una yogurteria in Marocco: “Abbiamo la tv spenta da 6 mesi”

La storia di Francesca Coppellotti, 37enne emiliana, e del compagno Maurizio Pinto: tre anni fa si sono trasferiti in Marocco e hanno aperto una yogurteria biologica: “In Italia stress e fretta, qui viviamo con poco”.
A cura di S. P.
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Solitamente la loro giornata inizia alle 6.30 anche se ammettono di non vivere di sveglie e orari tassativi. Ma di apprezzare una vita “semplice e tranquilla” come quella che da ormai tre anni stanno vivendo a Essaouira, Marocco. Lì Francesca Coppellotti, emiliana di 37 anni, e Maurizio Pinto, il suo compagno, si sono trasferiti dall’Italia per gestire una yogurteria biologica. A raccontare la loro storia è ilfattoquotidiano.it. “Vengono tutti qui, cosa andate a fare voi là?”, è stata la reazione di tanti quando la coppia ha preso la decisione di lasciare lo stress dell’Italia e andarsene in Marocco. Essaouira, 70mila abitanti, è una cittadina turistica affacciata sull’Atlantico. Lì è nato YooAfrique, laboratorio fondato sul natural food, sul tutto naturale e preparato sul momento. “Abbiamo fatto indagini di mercato – ha spiegato Francesca – Essaouira è una città molto turistica: così ci siamo concentrati su questo settore. Il cibo è quello che cercano. Il commercio funziona bene”. La coppia ha raccontato com’è la loro vita in Marocco: “Non abbiamo una macchina, ci spostiamo a piedi o in taxi. Non abbiamo sveglia né orari tassativi. La tv la teniamo spenta da almeno 6 mesi. Acquistiamo solo beni di prima necessità. Se qualcosa si rompe lo portiamo ad aggiustare”.

Insomma, si vive in maniera piuttosto diversa dall’Italia: “Ogni volta che rientro la prima cosa che noto è lo stress – ha raccontato ancora la donna – In Italia ci riempiamo le giornate da mattina a sera. Corriamo dietro alle cose invece di affrontarle con le giuste tempistiche. È proprio qui che ho imparato a gestire io il mio tempo”. Francesca ha ammesso di non aver messo da parte l’idea di tornare un giorno in Italia, ma anche confessato di apprezzare sempre meno la nostra società. E del Marocco dice di aver capito che lì è possibile “vivere con poco”. Il costo della vita è basso, “se si vive alla marocchina”, gli affitti ad Essaouira sono quelli di una piccola città di provincia italiana mentre i costi dei prodotti importati sono alti. E poi c’è la loro attività: “Qui siamo l’unica yogurteria e uno dei pochissimi locali vegetariani. In Italia avremmo sgomitato con la concorrenza”.

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