Due giorni fa a San Severo, in provincia di Foggia, si stava svolgendo la cerimonia dell’ammaina bandiera, con le bandiere a mezz’asta a seguito dei tragici fatti in Repubblica Democratica del Congo: un attentato nel quale hanno perso la vita l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere che lo accompagnava Vittorio Iacovacci. Ad un certo punto il militare di servizio alla caserma è stato avvicinato da una donna che, con le lacrime agli occhi, gli ha porto un mazzo di rose cinto da un nastro tricolore. Il Carabiniere in un primo momento ha pensato che la donna fosse entrata in Caserma per sporgere denuncia o per chiedere qualche informazione, ha così cercato di capire chi fosse ma la stessa, commossa, gli ha risposto con un semplice “Grazie” e, con le lacrime agli occhi, ha lasciato la Caserma locale.

L'omaggio al carabiniere ucciso

Dopo aver nuovamente tentato (senza successo) di farsi rivelare l'identità dalla sconosciuta, il Carabiniere ha notato all’interno del mazzo di fiori un biglietto scritto a mano riportante la seguente dedica: "Ogni volta che un Carabiniere perde la vita, nell’adempimento del proprio dovere, è una ferita profonda, nel cuore degli italiani. Condoglianze alla famiglia e condoglianze alla grande famiglia dell’Arma dei Carabinieri”. A seguito l'Arma ha rilasciato un comunicato: “Fiero e orgoglioso per l’attestazione di solidarietà e vicinanza d’animo espressa dalla donna e dalla comunità per gli uomini della Benemerita, a fatica il militare riusciva a trattenere le lacrime, riportando immediatamente il suo pensiero al giovane collega e all’ambasciatore uccisi nel vile agguato durante l’adempimento del proprio dovere. È un gesto commovente e ricco di significati, che manifesta la forte vicinanza e riconoscenza dell’intera comunità sanseverese ai Carabinieri, ben comprendendone i rischi e i sacrifici quotidiani di ciascun suo appartenente, ai quali hanno inteso rinnovare tutta la loro dedizione”.

L'attentato in RD Congo

Vittorio Iacovacci era il carabiniere che due giorni fa stava accompagnando l'ambasciatore italiano in RD Congo in missione quando è avvenuto l'agguato nei pressi di Goma. Aveva 30 anni e si sarebbe dovuto sposare a breve. La vettura sulla quale i due viaggiavano faceva parte di un convoglio della Monusco (la missione dell’Onu per la stabilizzazione nel Paese africano), che comprendeva anche il Capo Delegazione Ue. L'attacco sarebbe stato un "tentativo di rapimento". Oltre ad Attanasio e a Iacovacci è morto l'autista del fuoristrada a borde del quale i due viaggiavano.