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Strage di Crans-Montana in Svizzera

L’ambasciatore Cornado: “Crans Montana come il Morandi, indagini saranno lunghe. La pm non guarda in faccia nessuno”

L’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado dopo il suo incontro con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud spiega: “Le indagini andranno per le lunghe, come è stato per noi la tragedia del ponte Morandi a Genova”.
A cura di Giorgia Venturini
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"Le indagini sulla tragedia di Crans-Montana saranno lunghe". Lo precisa l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado dopo il suo incontro con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud, ovvero colei che si sta occupando delle indagini sul rogo del locale "La Costellation" che ha portato alla morte di 40 persone tra cui 6 italiani. Ora è tempo degli accertamenti per capire nel dettaglio quello che è accaduto: intanto è stato convalidato l'arresto per Jacques Moretti mentre la moglie Jessica non andrà ai domiciliari. La coppia sono i gestori del locale e ora sono indagati per omicidio e incendio colposo.

Gian Lorenzo Cornado a Fanpage.it spiega: "La procuratrice ha rinnovato la sua determinazione nell'andare avanti con le indagini e ha ribadito le sue condoglianze alle famiglia. Le indagini andranno avanti e non avranno limiti, saranno a tutto campo e non guarderà in faccia a nessuno". La procuratrice ha poi spiegato che "non saranno veloce le indagini perché ci sono molti accertamenti da fare e atti da controllare. Molte prove da esaminare. Sarà una indagine che andrà per le lunghe, come richiedono quelle legate a una drammatica strage. Come è stato per noi la tragedia del ponte Morandi a Genova o del Mottarone. Se le indagini andranno avanti per molto tempo, però il processo sarà più veloce perché in Svizzera i teste si sentono prima del processo e durante il dibattimento vengono sentiti solo gli imputati".

Intanto la speranza è che i feriti si riprendano il prima possibile. Quelli italiani sono 13: si trovano all'ospedale Niguarda di Milano tranne la 15enne Elsa Rubino che si trova a Zurigo, è grave e per questo al momento è impossibile un trasferimento in Italia. L’ultimo a rientrare in un ospedale italiano è 16enne Leonardo Bove, si trova in gravi condizioni e la prognosi resta riservata.

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