Si sono svolti nella chiesa Madre di Santo Stefano di Camastra, alle 15,30 di oggi, i funerali di Mariolina e Alessandra, mamma e figlia trovate impiccate nella loro casa di campagna. In occasione delle esequie, così come ordinato dal primo cittadino Francesco Re, in città è stato osservato il lutto cittadino. Commozione e lacrime per le esequie officiate dal vescovo di Patti, monsignor Guglielmo Giombanco: "Quello che stiamo vivendo – ha detto il vescovo Giombanco – è un momento di profondo dolore per la perdita tragica delle nostre sorelle Mariolina e Alessandra, di questa comunità di Santo Stefano di Camastra poiché hanno concluso la loro esistenza terrena con una morte che ci ha colti di sorpresa. Siamo qui in tanti con il nostro carico di dolore, con le vostre domande, con i nostri silenzi, con le nostre lacrime perché in Mariolina e Alessandra possano vivere la vita piena in Dio. Tutti siamo chiamati a contemplarci – ha detto all'altare – invitate i giovani a riflettere per individuare modalità di impegno vero e reale. In questi giorni di profondo dolore abbiamo tutti bisogno di silenzio di preghiera, di riflessione, perché simili tragedie non accadano più. Oggi piangiamo la perdita di Mariolina e Alessandra per un tragico evento avvenuto qui a Santo Stefano di Camastra e da questo dolore stiamo vicini con l'affetto e la solidarietà a tutta la famiglia che sta vivendo questo profondo dolore, di Maurizio, della mamma e di tutti i famigliari  perché non si sentano da soli perché la solitudine, per la perdita di persone care, la cui morte è umanamente inspiegabile".

"Questa esperienza – ha detto il sindaco di Santo Stefano di Camastra Francesco Re – deve insegnare a tutti noi giovani e meno giovani che da un dolore si può uscire più forti se si ha la forza e la capacità di far tesoro di ciò che ha causato quel dolore. Mariolina e Alessandra – continua il sindaco – è questo il messaggio e l'eredità che lasciano a ognuno di noi, quello di saper insieme, con il lavoro costante e continuo giorno dopo giorno, costruire una società e una comunità più forte perché capace di essere più solidale e capace di non lasciare indietro nessuno".

Il biglietto lasciato da Mariolina

Omicidio-suicidio. Questa l'ipotesi più accreditata al vaglio degli inquirenti che indagano sui tragici fatti di Santo Stefano di Camastra, nel Messinese. Dove Mariolina Nigrelli, 40 anni, e della figlia di 14, Alessandra Mollica, sono trovate impiccate nella loro casa di campagna in contrada Letto dal marito della donna e padre della ragazzina. Una ulteriore conferma su quella è stata subito la tesi privilegiata è arrivata dall'autopsia eseguita ieri. Gli accertamenti hanno confermato la morte per asfissia conseguente all’impiccagione. Nessuna lesione esterna sarebbe stata riscontrata.

Il giorno prima della tragedia una lite, l'ennesima tra coniugi. Mariolina Nigrelli si era poi allontanata con la figlia Alessandra per dirigersi verso la loro casa di campagna. Il marito Maurizio Mollica, artigiano noto nella zona di Messina per le sue ceramiche artistiche, ha cercato di rintracciare la compagna e la figlia in tutti i modi con messaggi e chiamate. Insospettito ha poi raggiunto l'abitazione di campagna trovando all'interno i corpi senza vita appesi a una trave. Da tempo i due coniugi litigavano soprattutto sull'educazione da impartire alla figlia appena 14enne. Mariolina era molto apprensiva nei suoi confronti e le difficoltà della ragazzina nel relazionarsi alle coetanee la preoccupavano al punto da intervenire nelle discussioni con le compagne di classe. Per la Procura di Patti, che coordina le indagini dei carabinieri, il quadro potrebbe essere ulteriormente delineato dall'esame tossicologico sul prelievo eseguito dai medici legali. Dalle prime indagini sembra che la figlia avesse problemi a relazionarsi con i coetanei e che la madre vivesse con grande preoccupazione queste difficoltà della ragazza. La donna ha lasciato tavolo della cucina della casa in paese in cui la famiglia viveva un biglietto con la scritta "porto con me Alessandra".