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“La storia di Giulia mi ha fatto reagire: ho lasciato il mio compagno violento e ho scelto me nella vita”

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, 105esima donna uccisa nel 2023, Fanpage.it apre uno spazio per le lettrici e i lettori per condividere le loro testimonianze. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h.
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A cura di Redazione
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Giulia Cecchettin è la 105esima donna uccisa nel 2023. La 82esima in ambito familiare. Un dramma in seguito al quale la famiglia di Giulia, col papà Gino e la sorella Elena, hanno chiesto di “far nascere qualcosa perché non accada più”, di “fare rumore” e di denunciare, sempre.

Se avete voglia di condividere le vostre testimonianze, Fanpage.it è aperto a voi. Scriveteci a segnalazioni@fanpage.it o cliccando qui. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h. Pubblichiamo di seguito una testimonianza arrivata alla nostra redazione.

"Dopo 6 anni e un episodio di violenza fisica, ho avuto il coraggio di chiudere la relazione"

Domenica 19 novembre ho deciso di concludere la mi relazione durata 6 anni, dopo un episodio di violenza fisica, a seguito di 6 anni di violenza psicologica. La storia di Giulia mi ha dato il coraggio per alzarmi e prendere finalmente la decisione più difficile della mia vita, concludere questa relazione. Per una volta nella mia vita, ho scelto me.

Ho scelto la libertà insegnata dalla mia mamma e il mio papà, l’ho fatto per tutti quegli amici che senza spiegazioni ho dovuto smettere di sentire e vedere 6 anni fa, per una gelosia pazza insensata. Spero di aver contribuito a educare un piccolo uomo, a rendersi conto di quanto sia grave.

Io ce l’ho fatta, ce l’ho fatta con le mie forze! Ed è stato il regalo più bello che mi sono fatta a me stessa, la mia vita è solo di mia proprietà. Mi auguro che questa mia testimonianza, posso aiutare qualcuno ad avere il coraggio di scegliere la vita, perché questo non è amore. Fa male a se stessi ammettere questo, ma non è amore. E non si è soli, mai.

"A 16 anni la prima relazione: voleva controllare tutto quello che facevo"

Ho quasi 48 anni, ma mi ricordo perfettamente la mia prima relazione con un ragazzo. Avevo 16 anni, ne durò 3. Mi porto addosso ancora certi ricordi e certe paure. Era invidioso, incapace di gioire delle cose belle che mi succedevano. Voleva chiudermi nel suo mondo e controllare quello che facevo. Lo lasciai la prima volta. Eravamo in auto, cominciò a gridare e mi tirò uno schiaffo e un pugno, poi iniziò a guidare come un pazzo. Io finsi di ripensarci, volevo solo tornare a casa.

Quando arrivai a casa raccontai cosa era successo, ma una delle risposte fu che forse avevo detto qualcosa che lo aveva fatto infuriare. Ho tenuto duro per vari mesi, ma lui andava al lavoro dalla mia famiglia a raccontare cose false su di me, mi faceva terra bruciata intorno e non ho ricevuto nessuna protezione da chi doveva proteggermi, i miei genitori. Ho iniziato a pensare che forse poteva essere colpa mia.

Sono ritornata con lui, ma dopo qualche mese sono scoppiata. Ringrazierò sempre il mio ‘io' battagliero per aver tirato fuori la forza necessaria per ribellarmi. Lo lasciai e questa volta lo feci non da sola ma davanti all'intera caserma in cui faceva il servizio militare. Dopo qualche giorno, mi sono ritrovata sua madre in casa che mi insultava per aver lasciato suo figlio, sicuramente non avrei mai trovato nessuno come lui. "Meno male", le risposi.

Morale della favola, a 20 anni ho imparato che non potevo fidarmi di nessuno. Leggendo la storia di Giulia, ho pensato che poteva finire così anche per me. Sto cercando di riparare ai danni fatti, e di lasciarmi alle spalle quello che non mi fa vivere con fiducia i rapporti. Spero che raccontare la mia esperienza possa essere in un qualche modo utile.

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