"C'è puzza di frocio, palla di merda, arancino con i piedi" sono le urla nel corridoio della scuola. "Volevo farla finita, sono stanco di tutto, sono arrivato all'esasperazione. "Volevo fare un mix di antidepressivi e alcool, adesso basta, mi avveleno" sono le strazianti parole di Dario, un ragazzo di 23 anni di Palermo le cui urla disperate, decide di uccidersi perché vittima di bullismo a scuola a causa della sua omosessualità e del aspetto fisico. Dario ha scelto di raccontarci la sua storia.

"A scuola mi urlavano frocio"

Dario, ha 23 anni di Palermo ed è omosessuale. Ai tempi delle scuole medie, è stato vittima di bullismo sia per il suo orientamento sessuale e sia per il suo aspetto fisico. Chiede di poter raccontare la sua storia, con l'obiettivo nobile di sensibilizzare su una piaga giovanile così diffusa. A cuore spezzato racconta di un’adolescenza ferita e catapultata nel tunnel della depressione, poi arriva la bulimia, l'anoressia fino a decidere di togliersi la vita e avvelenarsi con un mix di farmaci e alcool. "Ero una persona molto robusta – racconta Dario – tutto ebbe inizio all'età di nove anni e, andando a scuola, venivo preso in giro per il mio atteggiamento e per il mio fisico. Ero molto in carne – continua –  la gente non faceva altro che urlarmi nei corridoi della scuola: "C'è puzza di frocio, palla di merda, arancino con i piedi". Non accettavo ciò che era il mio fisico e il mio lato estetico e ho iniziato a impormi dei canoni di bellezza: Ho iniziato a dimagrire drasticamente, diventando bulimico, dopodiché si aggiunge pure l'anoressia sino ad arrivare sottopeso e essere pelle e ossa. Stavo malissimo andavo a scuola e ritornavo a casa non facevo altro che piangere sperando che tutto potesse cambiare da un giorno all'altro e che la mia vita potesse migliorare ma ciò non accadeva"

"Volevo uccidermi, adesso basta"

Dopo anni di vessazioni e insulti nel corso delle scuole medie, arriva l'ingresso alle superiori. "Nuova vita, nuovo tutto" – ha pensato Dario, ma non è andato esattamente così. Il ragazzo inizia a chiudersi sempre di più in sé stesso e a non accettare neanche il suo aspetto fisico oltreché il suo orientamento sessuale. Così giovane, questo ragazzo sente di aver toccato il fondo, di essere arrivato all'esasperazione, avendo anche considerato il gesto più estremo. La voglia di farla finita lo ha portato a tentare il suicidio e ad avvelenarsi con un mix di psicofarmaci e alcool. "Ho passato sempre gli stessi anni a tollerare. È stato tutto un accumulo di situazioni fino a quando sono esploso e ho tentato il suicidio. Volevo farla finita – continua Dario – perché ero stanco di tutto, ero arrivato all'esasperazione. Poi mi sono bloccato".

Il nuovo Dario. "Sensibilizzo gli studenti delle scuole medie grazie alla mia professoressa"

Durante un compito in classe, alle superiori, Dario sceglie di raccontare la sua storia e la sua professoressa, come incoraggiamento, decide di coinvolgere in un convegno:"Ho raccontato ciò che era la mia storia, incoraggiando le persone che come me vivono le stesse situazioni e per molti ragazzini ha funzionato. Dare speranza a quelle persone che magari pensano di essere arrivati alla fine, ma invece, è semplicemente un nuovo inizio". Oggi Dario ha reinventato il suo nome: Darius Dario. Darius perché è la nuova persona e poi Dario che è il Dario del passato, una persona che non viene dimenticata ma che serve da incoraggiamento a ciò che è la nuova persona per andare avanti e non arrendersi mai. È  stato un lavoro che ho fatto con me stesso – aggiunge Dario – perché sono arrivato all'esasperazione e quando tocchi il fondo risali per forza a galla ed è successo proprio questo. Dopo aver tentato il suicidio c'è stato quell'attimo di riflessione, ho stravolto la mia vita da un giorno all'altro e ho detto: Adesso basta! E allora Darius conclude dicendo che: "Bulli non si nasce ma viene insegnato a loro ad esserlo". Ai giovani che soffrono la loro identità dice:"Non abbattetevi, andate avanti a testa alta per il vostro essere speciali".