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24 Novembre 2022
17:01

La storia di Alessandra Maffezzoli, vittima di femminicidio: l’ex compagno le ha fracassato il cranio

Alessandra Maffezzoli, maestra elementare di 46 anni, è stata uccisa nel giugno del 2016 dall’ex compagno Jean Luca Falchetto, barista 53enne. L’uomo l’ha uccisa a coltellate per poi fracassarle il cranio con un vaso.
A cura di Gabriella Mazzeo
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La maestra elementare 46enne Alessandra Maffezzoli è stata uccisa nel 2016 a Pastrengo dall'ex fidanzato, il barista Jean Luca Falchetto, di 53 anni. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, la donna è stata pugnalata ripetutamente e colpita alla testa con un vaso. La 46enne era madre di due figli che all'epoca del delitto avevano 18 e 16 anni. I due, nati da una precedente relazione, avevano scoperto quanto accaduto solo una volta tornati a casa: al momento del delitto, infatti, nella villetta vi era solo la donna e il suo ex compagno.

Alessandra Maffezzoli uccisa nel 2016
Alessandra Maffezzoli uccisa nel 2016

Chi era Alessandra Maffezzoli, la maestra uccisa dall'ex compagno

Alessandra Maffezzoli aveva 46 anni e viveva a Pastrengo, nella provincia di Verona, insieme ai due figli adolescenti nati da una precedente relazione. Maestra amorevole, era molto amata dai suoi piccoli alunni. Dopo la fine della relazione con il padre dei suoi figli, Alessandra aveva dedicato a loro tutto il suo tempo. Nel 2013, però, aveva incontrato durante una gita sul lago di Garda Jean Luca Falchetto, barista di 53 anni. I due si erano subito innamorati ma purtroppo per Alessandra Maffezzoli l'idillio era finito presto: Falchetto, infatti, si era rivelato possessivo e geloso. L'insegnante aveva tollerato i suoi eccessi per tre lunghi anni fino a quando, nel 2016, non aveva deciso di lasciarlo.

Alessandra Maffezzoli ha lasciato due figli di 16 e 18 anni
Alessandra Maffezzoli ha lasciato due figli di 16 e 18 anni

Chi è Jean Luca Falchetto, l'ex compagno di Alessandra Maffezzoli che l'ha uccisa

Jean Luca Falchetto, che lavorava come barista nel Veronese, aveva conosciuto Alessandra Maffezzoli nel 2013 durante una gita al lago. Aveva conquistato l'insegnante mostrandosi affabile e simpatico e dopo alcuni mesi di conoscenza, aveva intrapreso con lei una relazione durata tre anni. L'insegnante aveva poi deciso di lasciarlo nel 2016, dopo aver cercato di gestire per lungo tempo la sua gelosia. Dopo la fine del rapporto, l'ex barista era diventato però sempre più opprimente.

L'uomo aveva continuato a perseguitare la maestra fino all'8 giugno del 2016, quando l'ha uccisa all'interno della sua abitazione. Durante il processo, la sua difesa ha sottolineato che il 53enne aveva sofferto in passato di un disturbo psichiatrico che lo aveva portato più volte al ricovero. La perizia psichiatrica aveva però confermato la sua piena capacità di intendere e di volere.

Alessandra Maffezzoli
Alessandra Maffezzoli

La storia d'amore tra Alessandra Maffezzoli e Jean Luca Falchetto tra discussioni e gelosie

La relazione tra Alessandra Maffezzoli e Jean Luca Falchetto era stata segnata da continui litigi e gelosie morbose da parte del 53enne. Dopo i mesi di serenità iniziale, gli eccessi di Falchetto erano diventati oggetto di discussioni frequenti nella coppia. La 46enne aveva cercato di gestire il carattere del compagno per 3 lunghi anni, arrivando a limitare la propria libertà. Nel 2016, pensando anche al bene dei suoi figli, aveva deciso di mettere un punto a quel rapporto. Nonostante le insistenze del 53enne, non aveva mai voluto fare passi indietro sulla sua scelta. Lo stalking dell'ex barista era diventato sempre più pressante col passare dei mesi: l'uomo aveva infatti danneggiato l'auto della vittima e distrutto il suo cellulare

8 giugno 2016: Jean Luca Falchetto accoltella Alessandra e le fracassa il cranio

L'8 giugno del 2016, dopo l'ennesima discussione, Jean Luca Falchetto ha accoltellato l'ex compagna e le ha poi fracassato il cranio con un vaso. Quel giorno, il 53enne si era recato per l'ennesima volta a casa di Maffezzoli ed era riuscito a introdursi nell'abitazione. Dopo aver ricevuto un rifiuto, l'uomo l'aveva accoltellata e le aveva fracassato il cranio. Poco dopo, i vicini avevano allertato i soccorsi, spaventati dalle urla.

Subito dopo l'omicidio, avvenuto intorno alle 21.30, il killer aveva provato a far perdere le sue tracce fuggendo in auto. Ben presto, però, era stato localizzato dai Carabinieri in un campeggio di Castelnuovo Del Garda.

Alessandra Maffezzoli uccisa dall’ex
Alessandra Maffezzoli uccisa dall’ex

Il tentativo di suicidio, la confessione e la condanna all'ergastolo

Dopo la fuga in auto dal luogo del delitto, Jean Luca Falchetto aveva raggiunto il lago di Garda. "Non volevo farlo – avrebbe detto al portiere di un albergo di Castelnuovo – è stata lei che ha cominciato a litigare e mi ha dato una sberla". L'uomo, avendo notato lo stato confusionale del 53enne e i vestiti bagnati che indossava, aveva deciso di chiamare le forze dell'ordine.

Secondo quanto ricostruito subito dopo l'arresto, il 53enne aveva cercato di suicidarsi prima ferendosi a una mano e poi gettandosi nel lago. Davanti alle autorità, aveva confessato il delitto, spiegando di aver "perso la testa". Un mese più tardi, però, Falchetto aveva già cambiato versione, sostenendo che la donna lo avesse aggredito con uno spray urticante e di aver temuto per la sua vita. Per lui la difesa aveva chiesto una perizia psichiatrica che però aveva confermato la sua capacità di intendere e di volere. Durante il processo, gli avvocati avevano sottolineato che il killer aveva sofferto di disturbi psichiatrici in passato e che la malattia potesse aver influito al momento dell'omicidio, ma nel settembre del 2017 il giudice aveva confermato la condanna a 15 anni di carcere in primo grado.

Le parole dei figli di Alessandra Maffezzoli

"Ha ucciso nostra madre a sangue freddo, ora chiediamo e invochiamo solo giustizia. Non ci ha mai chiesto scusa". A dirlo, i figli di Alessandra e i loro zii che in un'intervista rilasciata nel marzo del 2017 al Corriere di Verona hanno svelato di aver ricevuto a Natale un biglietto con il quale il 53enne accusava Maffezzoli di essere una donna violenta. "Ci ha scritto cose assurde con disegni terribili. Non ci ha mai chiesto perdono e anzi, non ha neppure ammesso il delitto. In quella lettera accusava Alessandra di essere stata una donna violenta. Assurdo".

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