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Tredicenne morta a Piacenza

“Mia sorella gettata dal balcone a 13 anni, i genitori devono insegnare ai figli maschi ad accettare i no”

La sorella della 13enne caduta dal balcone a Piacenza, Viktoria, ha espresso soddisfazione per il rigetto del rito abbreviato nei confronti dell’ex fidanzatino 15enne, accusato dell’omicidio. “Speravo fosse riconosciuta anche la premeditazione, ma l’aggravante dello stalking è un passo avanti”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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foto di archivio
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Era presente in aula nella giornata di ieri, 26 giugno, la sorella della 13enne caduta dal balcone lo scorso 25 ottobre a Piacenza. Per la sua morte è stato accusato l'ex fidanzato 15enne, che alla sbarra dell'aula del tribunale dei minori Bologna si è dichiarato innocente. Secondo l'accusa, il giovane invece colpì la ragazzina sulle mani per farla cadere nel vuoto dopo che quest'ultima si era aggrappata alla ringhiera nel tentativo di salvarsi la vita. La sorella della vittima, Viktoria, era in aula durante l'udienza che ieri ha visto il rigetto del rito abbreviato per il 15enne. 

Con gli avvocati, hanno ottenuto che sia contestata anche l'aggravante dello stalking, ma i giudici hanno escluso la premeditazione. "Non provo felicità – ha dichiarato la ragazza in un'intervista a La Stampa -. Non può esserci gioia quando perdi una sorella in modo così doloroso. Puoi solo provare rabbia e amarezza. Sento che aggiungendo lo stalking ai capi di imputazione è stata fatta un po' di giustizia, è stata riscattata un po' della sua dignità. Per il risultato raggiunto sullo staking devo ringraziare soprattutto la psicologa che ho incaricato, Maria Grazia Saginario. Nelle sue relazioni ha saputo leggere il cuore di mia sorella e ha aiutato la giustizia a capire quello che lei ha subito anche nel periodo prima della sua morte".

"Resto ferma nel dire che non è stato riconosciuto tutto quello che speravo – continua Viktoria – come la premeditazione che per me era molto importante. Quel ragazzo aveva già minacciato mia sorella di morte in una serie di messaggi che io avevo pubblicato. Queste minacce sono esplicite, parlava anche di piano di vendetta contro di lei. Quel giorno si è presentato con un cacciavite nella tasca e probabilmente lo ha usato contro di lei. Che altro serve?".

La sorella della 13enne ha ribadito di non aver mai pensato a un gesto estremo della ragazzina e di essere sempre stata sicura dell'omicidio. "Sono bugie che racconta per cavarsela" ha concluso, ricordando la centralità per il futuro dell'educazione all'affettività. "È un processo di cambiamento che deve iniziare tra i ragazzi, deve coinvolgere anche gli adulti che pure non sono estranei a questo modo di fare inaccettabile. I genitori dei figli maschi devono insegnare loro a rispettare i no che ricevono dalle ragazze. Mia sorella aveva a che fare con una persona che anche quando non era palesemente violento con lei, si approcciava a lei in modo possessivo e opprimente. Le diceva: ‘tu sei solo mia, alla tua festa di compleanno devo essere l'unico maschio presente'. Questi atteggiamenti non vanno permessi. Mi resta tanta rabbia, ma cerco di non scordare quanto era splendida mia sorella, di farle avere giustizia e continuare a vivere intensamente".

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