Il piccolo Gioele Mondello insieme alla sua famiglia.
in foto: Il piccolo Gioele Mondello insieme alla sua famiglia.

"A me la polizia sequestrato la macchina subito, e agli operai che hanno investito mia moglie il furgone è stato sequestrato dopo due settimane. Una vergogna totale. Il furgone lo hanno portato in carrozzeria e hanno smontato lo sportello e le due gomme". Comincia così lo sfogo di Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi e papà del piccolo Gioele, scomparsi a inizio agosto e trovati cadavere qualche giorno più tardi nelle campagne di Caronia, in Sicilia. E' arrabbiato Daniele e se la prende con chi conduce le indagini per risolvere quello che è al momento resta un vero e proprio giallo che ha distrutto la sua famiglia. "Oggi dovevano fare i rilievi e il mio perito mi diceva che nella galleria non c'è neanche una luce. Ma che vergogna. Continuano a sbagliare tutti i giorni dal 3 agosto", ha aggiunto riferendosi alla galleria Pizzo Turda sulla A 20 Messina-Palermo dove il tre agosto si verificò un incidente che coinvolse un furgone condotto da alcuni operai e l'auto di Viviana che era insieme al figlio Gioele, prima che questi ultimi facessero perdere le proprie tracce.

Proprio per per fare anche chiarezza sulla morte della giovane dj e del bambino sono al lavoro i consulenti nominati dalla Procura e quelli delle famiglie delle vittime. Per ora, però, si tratta ancora solo di ipotesi. "Dopo gli esami che si sono svolti oggi non escludo niente, ancora tutte le ipotesi sono aperte", ha detto il procuratore di Patti Angelo Cavallo che ha aggiunto: "Mi sembra quanto meno azzardato trarre conclusioni da eventuali dichiarazioni di consulenti che hanno appena iniziato il loro lavoro". Più convinti di essere vicini alla verità i periti di parte. Intanto, lamenta Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello, "è emerso un aspetto molto grave che mi è stato riferito dal nostro consulente e cioè che mentre giustamente l'auto di Viviana è stata sequestrata lo stesso 3 agosto, il camion dove si trovavano a bordo i tecnici che si occupavano di manutenzione delle autostrade con il quale ha avuto l'incidente è stato sequestrato solo il 10 settembre e sembra già avessero cominciato delle riparazioni". Poi sempre il legale: "Dagli esami svolti oggi sulla macchina di Viviana e sul furgone non possiamo ancora escludere che Gioele sia morto per un colpo avvenuto durante l'incidente che gli avrebbe potuto causare una emorragia celebrale e lo avrebbe fatto morire dopo nelle campagne di Caronia. E' emerso anche che la galleria non era completamente illuminata, un aspetto increscioso. Aspettiamo ulteriori esami sul Gps del furgone degli operai per capire a che velocità andavano loro e l'auto di Viviana e se siano stati loro ad essere andati a sbattere contro l'auto". Al centro delle perizie poi c'è stato anche il seggiolino dove si sarebbe dovuto sedere il bambino che secondo i consulenti della famiglia Carmelo Costa e Giuseppe Monfreda era slacciato e non attaccato all'auto. Osservano inoltre : "Sia l'auto di Viviana che il mezzo degli operai dell'autostrada erano in movimento il 3 agosto e quindi il furgone non era fermo come si è pensato in un primo momento. Ed è probabile che lo stesso furgone abbia tentato di invadere la corsia di sorpasso investendo l'auto della donna". In ogni caso però "sul parabrezza dell'auto, a seguito degli accertamenti eseguiti col luminol dalla polizia scientifica non sono state trovate impronte di Gioele", hanno fatto sapere l'avvocato Antonio Cozza, difensore insieme al legale Nicodemo Gentile di Luigino Parisi, padre di Viviana. Di certo c'è, secondo Venuti, che "tutti questi ulteriori esami potranno farci arrivare alla verità sull'incidente, comunque da quello che è emerso ritengo che gli operai non possano essere considerati testimoni attendibili sulla dinamica".