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Conflitto in Ucraina
3 Marzo 2022
12:20

“Con guerra possibile colpo di coda Covid, vaccinare chi arriva in Italia”: la proposta di Pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco a Fanpage.it: “Le guerre in generale creano problemi dal punto di vista delle malattie infettive. Per quanto riguarda il Covid, ci saranno possibili colpi di coda anche in Italia. Io credo che dovremo offrire vaccinazione a chi non l’ha fatta, una proposta attiva di vaccinazione per chi arriva”.
A cura di Ida Artiaco
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"Le guerre in generale creano problemi dal punto di vista delle malattie infettive, ed anche per il Covid vale questo discorso. Non voglio esagerare dicendo che la pandemia tornerà in modo pesante ma saranno possibili colpi di coda". A parlare è Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, che a Fanpage.it ha spiegato cosa potrebbe succedere dal punto di vista sanitario in seguito alla guerra che si sta combattendo tra Russia e Ucraina. Secondo l'esperto, in situazioni di conflitto "sia i civili che i militari ovviamente mettono in secondo piano le misure igieniche e le problematiche delle tossinfezioni alimentari, per cui aumentano i rischi di sviluppare infezioni, come il morbillo o altre patologie del genere".

Per quanto riguarda il Covid, nello specifico, "in Ucraina solo un terzo della popolazione è vaccinato e solo i militari sono immunizzati quasi al 100 per 100 così come un po' tutto l'Est Europa dove l'approccio vaccinale non è stato dei migliori". Secondo quanto riportato da Our World in Data, al 23 febbraio 2022, solo poco più del 36% della popolazione ucraina è completamente vaccinato. Senza contare, come ha denunciato l'Oms, che "i bassi tassi di test dall'inizio del conflitto significano che è probabile che ci sia una significativa trasmissione non rilevata e che insieme a una bassa copertura vaccinale, ciò aumenta il rischio di grandi numeri di persone che possono sviluppare malattia grave".

Pregliasco sottolinea però che "anche loro sono in una fase come la nostra di effervescenza dell'infezione. È chiaro però che lo spostamento delle persone e lo stare in una fermata della metro giorno e notte non sono le condizioni migliori. Per altro stiamo parlando di un patologia che al momento è già sottovalutata e in una fase in cui pensavamo di uscirne con un eccesso di disattenzione ormai, come è anche in Italia. Il che peggiora tutto. Il Covid per noi è stata una guerra di trincea, pensavamo fosse una guerra lampo che si potesse risolvere in poco tempo come nelle altre annunciate pandemie, invece è diventato un lungo conflitto e come tale pesante e difficile da mantenere e attuare". Per il virologo "è chiaro che dobbiamo immaginarci che il virus rimanga tra noi e che possa aumentare presumibilmente nella prossima stagione invernale. Per cui, a prescindere da quello che potrebbe essere un effetto indotto di questa transmigrazione di persone, visto che già si parla di un milione di profughi, non è facile dire quale potrebbe essere l'effetto complessivo".

E per quanto riguarda l'Italia? "C'è sicuramente il rischio di colpo di coda del Covid nei territori coinvolti nella guerra, anche se sarà una ondata che passerà in secondo piano perché le sofferenze principali terranno banco ma sicuramente un effetto ci sarà – ha concluso Pregliasco -. Più difficile dire quale ripercussione ci sarà in Italia. Io credo che dovremo offrire vaccinazione a chi non l'ha fatta, una proposta attiva di vaccinazione per chi arriva. Ci vuole attenzione anche a questo, non voglio esagerare dicendo che il Covid tornerà in modo pesante ma ci saranno possibili colpi di coda".

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