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6 Giugno 2022
10:13

La Mare Jonio torna nel Mediterraneo: salvate 29 persone dai lager libici

La Mare Jonio di Mediterranea è tornata nel Mediterraneo e in sole 24 ore ha salvato 29 migranti. È l’unica imbarcazione italiana della flotta civile europea.
A cura di Giacomo Andreoli
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La Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans è tornata nel Mediterraneo e in sole 24 ore ha salvato 29 migranti. La nave umanitaria è partita venerdì pomeriggio dal porto siciliano di Mazara del Valle, per la dodicesima missione di osservazione e monitoraggio, ricerca e soccorso di chi scappa dalla Libia. Si tratta dell'unica imbarcazione della flotta civile europea battente bandiera italiana.

Poche ore dopo essere entrata sabato pomeriggio nella zona Sar libica– raccontano dall'ong – la nave è intervenuta in supporto della nave Sea-Watch-3, che aveva ascoltato via radio la segnalazione, da parte di un peschereccio libico, di una prima imbarcazione in difficoltà". Mentre le due imbarcazioni andavano verso il barcone in difficoltà un elicottero e un drone militare di Malta aiutavano una motovedetta libica a raggiungere il posto. "Ai piloti dell'elicottero maltese – dicono da Mediterranea- è stato fatto notare via radio che stavano collaborando a un'evidente violazione del diritto internazionale. Collaborare infatti con la cattura in mare e la deportazione verso la Libia di persone che stanno fuggendo da un Paese dove sono esposte a violenze e abusi inenarrabili, costituisce una violazione sia della Convenzione di Amburgo 1979 sul soccorso in mare, sia della Convenzione di Ginevra 1951 sui diritti dei rifugiati e richiedenti asilo".

A quel punto, dopo che l'ong ha insistito, l'elicottero militare maltese ha abbandonato la scena e la motovedetta libica ha invertito la rotta, dirigendosi verso le coste africane. Quindi, raggiunta la barca alla deriva, 85 persone sono state trasferite sulla nave tedesca. Poche ore dopo la Mare Jonio ha individuato al binocolo un secondo barcone in pericolo, alla deriva col motore in avaria e sovraffollato, quindi a rischio di ribaltamento. I team di soccorso si sono avvicinati e hanno distribuito alle persone a bordo i giubbotti di salvataggio. Mentre stavano iniziando a trasferire le persone a bordo della nostro nave, è però arrivata a tutta velocità la motovedetta 654 "Sabratha" della Guardia costiera libica.

La Mare Jonio ha quindi chiesto via radio alla motovedetta di allontanarsi senza interferire e ha salvato le 29 persone alla deriva. Poi, su segnalazione inviata da Alarm Phone, la nave di Mediterranea si è diretta più a nord, verso una terza barca in pericolo che si trovava tra area Sar di competenza maltese e acque tunisine.

"Purtroppo, arrivati sul posto – raccontano dall'ong- abbiamo trovato soltanto la carcassa fumante di una piccola imbarcazione in plastica, segno inconfutabile di un'intervento delle motovedette libiche, che avevamo visto dal nostro radar particolarmente impegnate nella zona. In questo caso l'illegale operazione di respingimento, addirittura all'interno di un'area di ricerca e soccorso di formale responsabilità europea, è riuscita: diciotto persone, tra cui donne e bambini, sono state catturate e ricondotte a forza negli orrori di violenze e abusi, torture e stupri, da cui stavano cercando di fuggire".

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