Nel 2012 Francesca Taibbi acquista e ristruttura, insieme ai cugini, un locale commerciale in pieno centro a Palermo. Poco dopo, però, l’immobile viene occupato abusivamente da una famiglia che si impossessata dei loro locali rompendo una finestra. Nonostante diverse denunce, una sentenza di sgombero già esecutiva e due condanne per gli occupanti, quei locali sono ancora in possesso degli abusivi. Nove anni trascorsi tra caserme e tribunali senza mai poter utilizzare la casa acquistata dalla famiglia Taibbi dopo tanti sacrifici.

Tutta l’amarezza della famiglia palermitana è nelle parole di Francesca – che oggi vive a Milano – che in questi anni ha solamente continuato a pagare le tasse, quasi 6 mila euro, per dei locali che non sono mai entrati in loro possesso.

“Che ha fine ha fatto lo Stato?” si domanda incredula la signora Francesca. Una vita di sacrifici e risparmi investiti nell’acquisto di quell’immobile di via Porta di Castro a Palermo, a due passi da palazzo dei Normanni, la sede del parlamento siciliano. In una delle ultime udienze del processo che si è svolto a Palermo, il giudice ha tentato la riconciliazione delle parti proponendo alla famiglia abusiva il pagamento di un affitto mensile dopo 9 anni di occupazione abusiva. La famiglia Taibbi, però, ha rifiutato categoricamente la proposta.

“L’emergenza abitativa esiste, ma non può essere il singolo cittadino a sostituirsi allo Stato” denuncia il signor Vincenzo Taibbi, 78 anni, padre della signora Francesca. Adesso l'appello di papà e figlia è alle istituzioni per riavere indietro, una volta per tutte, l'immobile di loro proprietà. “Spero solo che i miei figli possano usufruire di quei locali quanto prima – evidenzia Francesca Taibbi – Lo Stato ci deve tutelare. I privati cittadini non possono pagare personalmente le emergenze che riguardano la collettività".