Tutti i vaccini approvati dall'Ema contro il coronavirus sono sicuri: a ribadirlo Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali, che in un'intervista rilasciata al Corriere e ad altri quotidiani europei ha fatto il punto della situazione partendo da una considerazione, quella che aver sviluppato dei vaccini efficaci contro il coronavirus in tempi così rapidi è stato un risultato insperato. “Ancora mi sembra incredibile che in meno di 15 mesi siamo riusciti ad autorizzare quattro vaccini e dopo un anno e mezzo abbiamo 196 milioni di dosi distribuite in tutta Europa, di cui 34 milioni solo la scorsa settimana. Almeno l’80% delle persone di più di 80 anni e l’80% degli operatori sanitari hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. Tutto questo è positivo, molto positivo”, ha dichiarato Cooke.

In Europa i vaccini finora autorizzati dall'Ema sono quattro: Pfizer-BionTech,  Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson: "Il mio messaggio riguarda tutti e quattro i vaccini che abbiamo autorizzato: sono sicuri, di qualità ed efficaci". A confermare la sicurezza dei vaccini è stato ieri uno studio di farmacovigilanza condotto dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco: in esame sono stati presi i quattro farmaci approvati in Italia, ovvero il BNT162b2/Tozinameran (nome commerciale Comirnaty) di Pfizer-BioNtech, l'mRNA-1273 (o CX-024414) di Moderna-NIAID, il Vaxzevria di AstraZeneca e l'Ad26.COV2.S o JNJ-78436735 di Johnson & Johnson.

Cosa dice il rapporto di farmacovigilanza Aifa sulla sicurezza dei vaccini

Stando a quanto emerso dallo studio – condotto dal 27 dicembre 2020 al 26 aprile 2021 – su 18.148.394 dosi di vaccino somministrate gli eventi avversi segnalati sono stati 56.110, con un tasso di 309 segnalazioni ogni 100mila dosi inoculate. Nella stragrande maggioranza dei casi (91,2 percento), i vaccinati hanno segnalato effetti collaterali lievi, come febbre, dolore e/o gonfiore al sito dell'iniezione, mal di testa, dolori muscolari, dolori articolari, astenia, affaticamento e simili. Per quanto riguarda gli esiti avversi gravi temporalmente associati alla vaccinazione, l'AIFA comunica che hanno riguardato l'8,6 percento delle circa 56mila segnalazioni giunte al sistema di farmacovigilanza. Nello 0,40 percento dei suddetti casi si è determinato il pericolo di vita per il paziente; l'ospedalizzazione nell'1,82 percento dei casi; l'invalidità nello 0,26 percento; il decesso nello 0,38 percento e nel restante 6 percento sono contemplate “altre condizioni cliniche rilevanti”