Terminata la fase di sperimentazione, l’assegno di ricollocazione entra finalmente a regime a partire dal 3 aprile. L’Anpal, l’agenzia nazionale politiche attive del lavoro, ha pubblicato negli scorsi giorni l’avviso con il quale chiede ai soggetti interessati ad erogare il servizio di accreditarsi entro fine marzo. A quel punto i soggetti erogatori passeranno alla fase operativa grazie alla quale alcune categorie di disoccupati potranno avere accesso all’assegno che può andare dai 250 ai 5mila euro a seconda del tipo di contratto e della difficoltà di ricollocare il disoccupato. Il termine previsto inizialmente, il 3 aprile, potrebbe però slittare di pochi giorni su richiesta dei patronati che hanno sottolineato di aver bisogno di un tempo leggermente maggiore per adeguarsi.

La piena operatività per gli utenti dovrebbe arrivare entro il prossimo mese. Nel documento pubblicato dall’Anpal vengono specificate anche le categorie che avranno accesso all’assegno. Si tratta di: percettori di Naspi da almeno quattro mesi, beneficiari del Reddito di inclusione per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio, lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione ovvero impiegati in aziende in stato di crisi. I servizi verranno erogati dalle regioni attraverso i centri per l’impiego e anche da altri soggetti accreditati sia su livello nazionale che regionale. È possibile accreditarsi in alcune specifiche finestre temporali: la prima è proprio la fine di marzo.

Cos’è l’assegno di ricollocazione e come funziona

L’assegno di ricollocazione è un contributo economico che va dai 250 ai 5mila euro per ogni disoccupato per offrire servizi che puntino al reinserimento nel mondo del lavoro. L’importo dell’assegno viene erogato al soggetto che prende in carico il lavoratore e non al lavoratore stesso: viene comunque corrisposto solo nel momento in cui la persona in questione trova effettivamente occupazione.

Quando il disoccupato presenta domanda, riceve una comunicazione e deve quindi scegliere il soggetto a cui far riferimento per l’erogazione del servizio. La richiesta si può presentare anche per via telematica e il centro per l’impiego ha 15 giorni per valutare la domanda e decidere se erogare o meno l’assegno. Una volta stipulato il patto di servizio personalizzato, il richiedente dell’assegno deve partecipare ad alcuni incontri e poi accettare le offerte di lavoro ricevute: può rifiutare ma in quel caso si vedrà ridurre o eliminare completamente l’assegno.

L’importo dell’assegno di ricollocazione

La cifra erogata per ogni disoccupato varia in base ad alcuni fattori come l’età, il sesso, il livello di istruzione, la posizione geografica e le precedenti esperienze lavorative. Si va da un minimo di 250 a un massimo di 5mila euro anche in base al tipo di contratto che viene poi stipulato. L’importo va dai mille ai 5mila euro se il disoccupato trova un impiego a tempo indeterminato. Va da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine di almeno sei mesi. Infine, per alcuni regioni – Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria – è prevista una cifra che va dai 250 ai 1.250 euro anche per i casi di contratto a tempo determinato tra i tre e i sei mesi.