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La scomparsa di Kata a Firenze

Kata, interrogato lo zio e gli altri arrestati ma non hanno parlato della bimba scomparsa

Lo zio della bimba e le altre tre persone arrestate sabato scorso con l’accusa di gestire il racket degli affitti nell’ex hotel Astor di Firenze non hanno parlato della piccola kata.
A cura di Davide Falcioni
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Non hanno parlato della scomparsa della piccola Kata, sulla quale potrebbe esserci un interrogatorio del pubblico ministero, e hanno rispedito al mittente le accuse circa il racket degli affitti nell'ex hotel Astor, l'edificio occupato da dove il 10 luglio è spartita la bambina di origine peruviana.

Lo zio della bimba e le altre tre persone arrestate sabato scorso con l'accusa di gestire il racket degli affitti nell'ex hotel oggi sono stati sentiti dal gip nell'interrogatorio di garanzia. "Hanno risposto tutti alle domande del giudice e non c'è stato alcun riferimento al caso della scomparsa di Kata", ha dichiarato l'avvocato Elisa Baldocci, difensore dei quattro indagati. Tra loro anche Abel, lo zio della bimba peruviana Kata.

I quattro arrestati, ha riferito l'avvocato uscendo dal tribunale di Firenze, "hanno dato la loro versione dei fatti" e sulle accuse di violenza, ed in particolare riguardo all'episodio dell'occupante caduto dall'edificio, la loro versione "ovviamente è discordante rispetto a quella data dall'ecuadoregno". Baldocci ha quindi spiegato che chiederà l'attenuazione della misura per i suoi assistiti "in base ai nuovi elementi emersi oggi dal loro interrogatorio". Secondo quanto appreso, la decisione sulla richiesta di attenuazione della misura per i quattro arrestati, che si trovano in carcere a Sollicciano, sarebbe attesa nei prossimi giorni. Già nelle prossime ore, invece, potrebbe arrivare la nomina ufficiale di un nuovo perito che analizzerà i cellulari degli arrestati.

Per quanto concerne invece la scomparsa di Kata, ha precisato la legale, il tema potrebbe essere affrontato in un nuovo interrogatorio con il pm. "Non è stato ancora fissato – ha detto Baldocci – ma può essere che loro chiedano di essere sentiti anche dal pm perché assolutamente vogliono essere molto chiari su quello che è successo quel giorno". La zio di Kata, aggiunge Baldoccci, "è certo del fatto di non entrarci niente, Kata gli manca ed è un pensiero costante anche in questo momento".

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