Istituti tecnici, la circolare MIM sulla riduzione di ore di italiano e geografia. Sindacati: “Bloccare riforma”

Nonostante le polemiche dei sindacati, nelle scorse ore il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha reso note le nuove indicazioni operative per accompagnare l’attuazione della riforma degli istituti tecnici prevista dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che sarà operativo dall'anno scolastico 2026/2027 e che prevede, in buona sostanza, una diminuzione delle ore di lezione per alcune materie, come italiano, geografia e seconda lingua comunitaria da questi indirizzi.
Tra gli elementi su cui si concentra la circolare, firmata dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e indirizzata agli Uffici scolastici regionali e ai dirigenti scolastici, c'è quello dell'autonomia scolastica, in linea con il DPR 275/1999, per la progettazione dei percorsi. Le scuole, infatti, sono chiamate a utilizzare in modo strategico la quota di flessibilità del curricolo – 66 ore annue nel primo biennio – per accompagnare il passaggio al nuovo assetto, in coerenza con il Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) aggiornato dal DL 45/2025. Come?
La fase più delicata – da quanto emerge dalla circolare – riguarda proprio il biennio. Il Ministero invita a un utilizzo “guidato” del margine di 66 ore, con l’obiettivo di evitare squilibri negli organici e possibili situazioni di esubero.
Le indicazioni operative distinguono tra diversi indirizzi: nel settore economico, le ore aggiuntive dovranno rafforzare geografia e seconda lingua comunitaria; nel settore tecnologico-ambientale, sarà privilegiato il potenziamento delle discipline scientifiche; per le scienze sperimentali, è prevista la possibilità di affidare l’insegnamento a più docenti, favorendo approcci interdisciplinari; le scuole potranno redistribuire le ore tra primo e secondo anno o rimodulare i monte ore disciplinari, purché senza effetti negativi sugli organici; in caso di nuove classi di concorso, si raccomanda la continuità didattica con i docenti già presenti.
Il Ministero ha anche chiarito che l’intero processo dovrà svolgersi in continuità con le risorse professionali esistenti, evitando discontinuità nella progettazione didattica. La gestione degli organici viene indicata come elemento centrale per la riuscita della riforma, mentre un'altra parte rilevante della circolare è dedicata agli aspetti amministrativi. Le classi prime del prossimo anno scolastico (2026/2027) saranno gestite attraverso i nuovi codici già disponibili nel sistema informativo SIDI, mentre l’elaborazione degli organici richiederà una fase manuale.
Ma la circolare non ha fatto che aumentare i dubbi e le preoccupazioni dei sindacati. "Ribadiamo la nostra netta contrarietà alla riforma che, anche attraverso la suddetta nota, continua a non rispondere alle reali esigenze delle scuole e dei docenti coinvolti e che comprime l’autonomia scolastica. Bloccare quella che per noi non è una riforma affinché si possa avviare un confronto serio, partecipato e rispettoso delle comunità scolastiche, evitando interventi calati dall’alto che rischiano di produrre criticità organizzative e didattiche", si legge in una nota di UIL Scuola, mentre la Gilda degli Insegnanti ha inviato ai collegi dei docenti degli Istituti tecnici una lettera in cui si chiede di "astenersi dall’adottare qualsiasi delibera sui quadri orari dei nuovi percorsi dei Tecnici, che imputerebbe alla scuola la corresponsabilità di una organizzazione improvvisata, frammentaria, priva di una visione congrua e coerente e addirittura in contrasto con le finalità dell’ordinamento e con la tutela delle titolarità degli insegnanti".