"Un giorno ho preso la macchina per tornare a casa. Non mi sono resa conto di nulla, ho sentito solo una persona che bussava sul vetro per farmi uscire, era tutto bianco perché erano scoppiati gli airbag in quanto ero finita contro una casa" è l'assurdo racconto di uno degli incidenti che era costretta a vivere l'impiegata di un'agenzia assicurativa di Bra, in provincia di Cuneo prima di scoprire che il motivo di tutto era la sua collega che le versava ansiolitici nel cappuccino tutti i giorni per un anno per screditarla agli occhi del  loro capo. "Esami ne ho fatti tantissimi ma non hanno trovato mia nulla, ad un centro punto hanno detto a mio marito che no sarei più piovuta andare dal medico perché era un problema psichiatrico, credevano stessi impazzendo e anche io ad un cento punto credevo di stare impazzendo" ha raccontato la donna a "Pomeriggio Cinque"

"Una mattina come le altre, doveva fare del fotocopie quid mi sono alzata per andare verso la fotocopiatrice ma mentre tornavo indietro ad un tratto mi è venuta una sensazione stranissima come se stessi volando e vedevo la gente dall'alto poi buio totale, dentro di me ho pensato che fossi morta perché non capivo cosa stesse succedendo. Andavo di qua e di là a sbattere contro gli armadi" ha ricostruito la vittima dell'assurda vicenda che nel scorse ore ha portato alla condannata della sua collega per lesioni aggravate

"Mentre lavoravo ad un certo punto mi sono bloccata e non riuscivo a staccare le mani dal bancone, avevo difficoltà a parlare, in bagno sbattevo continuamente con la testa contro il mobiletto" ha aggiunto ancora l'impiegata raccontando che questi continui incidenti l'hanno spinta infine ad andare dal datore di lavoro per dimettersi ma soprattutto a pensare al suicidio. "Ho pensato anche al peggio, se fossi stata davanti a un treno mi sarei buttata sotto tranquillamente" ha dichiarato.

Infine i primi sospetti del marito che le faceva notare come a casa stesse bene, poi anche lei si è accorta che le uniche mattine che stava bene non c'era la sua collega. Solo a questo punto è scattato l'esame tossicologico che ha riscontrato effettivamente la sostanza nel sangue. "Quando ho capito chi era mi sono messa a piangere perché mai avrei pensato una cosa del genere" ha confessato l'impiegata