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Ryan, il bimbo di 6 anni ferito a Ventimiglia

Il piccolo Ryan in audizione protetta, dal suo racconto la verità su quanto accaduto a Ventimiglia

Gli inquirenti confidano nei ricordi del bambino di 6 anni per risolvere un caso ancora pieno di interrogativi. Si tratta dell’ultimo tassello di un’indagine che ipotizza il reato di lesioni gravissime e che vede come indagati la nonna del piccolo e il compagno di lei.
A cura di Antonio Palma
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È stato ascoltato oggi in Procura in audizione protetta per oltre tre ore il piccolo Ryan, il bambino di 6 anni trovato con gravissime ferite il 19 dicembre scorso a Ventimiglia mentre era in custodia dei nonni e dimesso solo dopo tre mesi di ricovero all'ospedale Gaslini di Genova. Su di lui gli inquirenti puntano molto per ricostruire la complessa vicenda che vede lui come vittima e la nonna paterna e il compagno di lei come indagati.

Dai racconti del piccolo e dai suoi ricordi di quei terribili momenti, gli inquirenti contano di poter fare luce sulle tremende lesioni riportate dal bimbo in quel terribile giorno come la lesione della milza, delle vertebre e la perforazione di un polmone. Con l'aiuto di esperti psicologi, a lui gli inquirenti hanno chiesto di raccontare cosa ricorda di quei momenti prima del ricovero in ospedale.

Ryan è arrivato in Procura nel primo pomeriggio, intorno alle 14, e vi è rimasto fino alle 17, parlando col sostituto procuratore Maria Paola Marrali, che coordina le indagini, alla presenza di una psicologa, all'interno di una saletta appositamente dedicata. Ad accompagnarlo c'erano la mamma e il papà, che però non sono potuti entrare.

Il bambino "oggi è stato ascoltato nelle forme dell'audizione protetta alla presenza di professionisti specializzati in audizioni di minori, in una saletta appositamente dedicata, che si trova in Procura" ha spiegato il legale del padre, l'avvocato Maria Gioffrè, precisando che "Gli atti sono secretati". "Ciò che mi ha reso davvero contenta è stato vedere che il bambino muove senza problemi il braccio lesionato e che è entrato in tribunale con le proprie gambe" ha aggiunto l'avvocato riferendosi frattura multipla e scomposta che aveva riportato il bimbo.

Si tratta dell'ultimo tassello di un'indagine che ipotizza il reato di lesioni gravissime personali causate però in circostanze che restano tuttora misteriose. In un primo momento infatti si riteneva che il bambino fosse stato picchiato, poi si era ipotizzato che si fosse lanciato dall'auto in corsa dei nonni ma  al momento non si esclude che possano esserci state concause alla base del le gravissime lesioni riportate dal piccolo.

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