"Sì, è vero. Sono leghista e tifo per la Lega e per Salvini". È questa la confessione fatta oggi pomeriggio da Biorou Jean Kean, papà di Moise, attaccante classe 2000 della Juventus e della Nazionale italiana, in collegamento con il programma radiofonico "Un giorno da pecora" in onda su Rai Radio1. Kean senior sembra avere le idee chiare anche sulla questione dei migranti, molto cara alla politica del vicepremier e del Carroccio: "In questo momento sto cercando un'associazione per bloccare l’immigrazione dalla partenza. Aiutarli a casa loro? È giusto". L'uomo, per altro, ha anche confermato di non avere ancora la cittadinanza italiana ma di averne fatto richiesta: "Non ce l'ho ancora, ho fatto la domanda. Sono anni che sono qui". L'attaccante, invece, è un cittadino italiano, a differenza del padre. È nato, infatti, a Vercelli da genitori ivoriani e tra i suoi idoli c'è Mario Balotelli, "anche se gli ho consigliato di comportarsi diversamente"

Lui, comunque, si considera ormai italiano, al punto che, racconta, è esploso di gioia quando il figlio ha segnato il suo primo gol con la maglia azzurra nella partita contro la Finlandia di domenica scorsa. "Gli ho detto che è stato bravo", ha continuato a ruota libera Biorou Jean Kean, che alla fine ha espresso anche un desiderio per il futuro di Moise. "Io lo voglio per sempre alla Juve che è nel mio sangue: io sono nero e il mio sangue è bianco". Anche se non è tutto oro quel che luccica: "Non mi danno più biglietti per andare allo stadio. Io e la mamma di Moise siamo separati e lei, in passato, voleva portare il ragazzo in Inghilterra. Io gli dissi che lo avrei fatto restare in Italia ma in cambio avrei voluto due trattori. Loro mi dissero che non ci sarebbero stati problemi. E invece non me li hanno ancora dati, non mi danno più biglietti e non mi ricevono neanche più", ha concluso.