Il papà dei ‘bimbi del bosco’: “Voglio che tornino a casa, ma niente proteste davanti alla struttura”

"Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a quando questo non sarà possibile preferisco che restino qui".
Nathan Trevallion lo ha detto lasciando la casa famiglia che ospita i suoi tre figli, allontanati nelle scorse settimane dalla loro abitazione nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti.
Il padre dei cosiddetti "bimbi del bosco" ha voluto anche rivolgere un appello a chi in questi giorni gli ha espresso sostegno. "Ringrazio tutti per la solidarietà – ha spiegato – ma chiedo con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private".
La vicenda della famiglia che viveva isolata nelle campagne abruzzesi sta vivendo una fase delicata. Dopo settimane di polemiche e tensioni con le istituzioni, Trevallion sembra aver deciso di assumere una posizione più netta sulla gestione della situazione familiare e sul futuro dei figli.
Il confronto di Nathan con la moglie
Secondo quanto riferito da persone vicine alla famiglia e riportato su Repubblica, il padre avrebbe parlato chiaramente con la moglie, Catherine Birmingham, spiegando che la priorità ora è riportare i bambini a casa. Se necessario, sarebbe pronto ad andare avanti anche senza di lei pur di trovare una soluzione che permetta ai figli di uscire dalla struttura protetta.
I tre minori — una bambina di nove anni e due gemelli di sette — sono stati allontanati dalla casa di famiglia e affidati a una struttura a Vasto. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha sospeso la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori.
Nell’ordinanza, secondo quanto emerso, il padre viene considerato una figura "adeguata", mentre alla madre vengono contestati comportamenti ritenuti problematici nella gestione dei figli. Da qui anche l’ipotesi, che resta sul tavolo, di un eventuale affidamento esclusivo al padre qualora venissero rispettate alcune condizioni richieste dal tribunale, tra cui il percorso scolastico e l’assistenza sanitaria per i bambini.
Gli incontri con i bambini
Nel frattempo Nathan Trevallion continua a vedere i bambini. I giudici gli consentono incontri quotidiani nella struttura che li ospita. Durante una delle visite più recenti si è presentato con un piccolo regalo: alcune uova delle galline allevate nella casa nel bosco. Un gesto simbolico per mantenere un legame con la vita che i piccoli conducevano prima dell’allontanamento.
La madre, invece, ha contatti più limitati e può parlare con i figli soltanto tramite videochiamata, come stabilito dal provvedimento dei giudici.
Gli avvocati della famiglia stanno preparando un ricorso contro l’ordinanza di allontanamento, sostenendo che la decisione non avrebbe considerato pienamente alcune valutazioni degli specialisti.
Presidente Tribunale Minori dell'Aquila è sotto vigilanza
Intanto il caso, oltre alla politica, continua a suscitare forti reazioni anche sui social. Dopo una serie di attacchi e minacce ricevute nei mesi scorsi, è stato deciso di rafforzare la vigilanza nei confronti di Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. La magistrata disponeva già di una tutela legata al ruolo, ma il livello di attenzione è stato ulteriormente innalzato. La notizia, anticipata dal quotidiano Il Centro, è stata confermata da fonti qualificate.
Angrisano era finita al centro delle polemiche dopo l’ordinanza con cui era stata disposta la sospensione della responsabilità genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e il conseguente allontanamento dei tre figli.
Proprio nelle ultime ore la presidente del tribunale e il procuratore David Mancini sono intervenuti con una nota per rispondere alle critiche legate anche all’ordinanza che ha disposto l’allontanamento di Catherine dalla struttura protetta.
"Ogni iniziativa giudiziaria di competenza dei giudici minorili – hanno scritto – è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età". Nel comunicato i magistrati hanno inoltre richiamato l’attenzione sui "toni aggressivi e non continenti" utilizzati in molti commenti circolati negli ultimi giorni.
.