La morte di Liliana Resinovich

Il giallo di Liliana Resinovich non trova fine: rinviato ancora il deposito delle perizie

Immagine
Il deposito delle perizie sui reperti legati alla morte di Liliana Resinovich, avvenuta nel 2021 a Trieste, è stato rinviato al 12 ottobre. Il termine ultimo che era stato stabilito dopo la proroga di giugno era l’8 ottobre. I risultati delle perizie saranno poi discussi nell’udienza di venerdì 30. Il fratello Sergio: “Dopo 5 anni, qualche giorno in più di attesa cambia poco. È impossibile spiegare cosa proviamo in qualità di familiari, speriamo che la giustizia si immedesimi”

Rinviato dall'8 al 12 ottobre il deposito delle perizie sui reperti relativi al caso di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata morta il 5 gennaio 2022 nei giardini dell'ex Opp di Trieste. L'ultimo rinvio, seppur di pochi giorni, arriva dopo altri due depositi mancati. I periti erano stati incaricati dalla Procura di Trieste l'8 luglio 2025 e avevano iniziato a lavorare alle analisi nel mese di settembre. I risultati avrebbero dovuto essere consegnati prima a gennaio, 120 giorni dopo, ma sono state chieste due proroghe che hanno spostato i termini prima a giugno e poi all'8 ottobre.

I reperti nelle mani dei periti sono diversi: dai sacchi neri nei quali è stato trovato il corpo di Resinovich, fino ai coltelli sequestrati al marito della donna e unico indagato, Sebastiano Visintin. L'udienza per discutere poi dei risultati è fissata al 30 ottobre. A Fanpage.it, la consulente tecnica di parte, Gabriella Marano, ha spiegato che la proroga non è stata motivata. "Siamo in attesa di capire cosa succederà dopo il 12 ottobre. Il tutto sarà discusso nell'udienza del 30 a Trieste. Speriamo nel rinvio a giudizio, soprattutto dopo 5 anni di tribolazioni per la famiglia di questa donna. Non sono previsti ulteriori accertamenti e non sono nemmeno immaginabili, quindi direi che il 30 ottobre dovremmo mettere un punto almeno al capitolo delle indagini".

"La Procura ha lavorato nel massimo riserbo, quindi siamo tutti in attesa di sapere cosa sia emerso dalle analisi dei reperti del caso" ha continuato ancora Marano, che si è augurata una svolta per i familiari della 63enne.

Mentre il deposito delle perizie continuava ad essere rimandato, lo ricordiamo, Claudio Sterpin, l'amico da cui Liliana avrebbe dovuto recarsi nel giorno della scomparsa, è deceduto all'età di 86 anni. Prima di morire, l'uomo era stato sentito in incidente probatorio per cristallizzare la propria versione dei fatti. Con tutte le probabilità, sarà ascoltata con le stesse modalità anche la cugina della 63enne, Silvia Radin.

"Dopo 5 anni, qualche giorno in più di attesa non cambia molto per noi. Io spero che venga posto un punto dopo tutto questo tempo – ha ribadito a Fanpage.it il fratello della 63enne, Sergio Resinovich -. È impossibile spiegare all'opinione pubblica cosa prova chi si trova coinvolto emotivamente in una tragedia come quella capitata a mia sorella e a tutta la famiglia. Una persona che legge il giornale si trova davanti dei fatti, idem chi guarda la televisione. Ognuno si fa la sua idea e ne discute come se la cosa non lo toccasse. Per noi familiari è diverso, emotivamente è una botta inspiegabile e le emozioni che proviamo non possono essere raccontate. Speriamo che, dopo 5 anni, la giustizia provi almeno a immedesimarsi".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views