Morte Liliana Resinovich, chiesto incidente probatorio per la cugina: “Risponderò a tutto, speriamo nel processo”
La pm Ilaria Iozzi ha chiesto alla giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante di assumere in incidente probatorio la testimonianza di Silvia Radin, cugina di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata morta il 5 gennaio 2022. Il suo corpo è stato rinvenuto in due sacchi della spazzatura abbandonati nei giardini dell'ex Opp della città.
Da allora, le indagini hanno cambiato diverse volte rotta: dall'ipotesi di un suicidio, sempre fortemente respinta dai familiari della 63enne, si è passata a quella concreta di un omicidio messa nero su bianco anche dall'anatomopatologa forense Cristina Cattaneo, che ha effettuato una seconda autopsia. Per il decesso è indagato il marito della donna, Sebastiano Visintin.
Nell'ambito delle indagini, era stata acquisita la testimonianza di un amico di Liliana, Claudio Sterpin, che fin dal ritrovamento del corpo aveva sostenuto la pista dell'omicidio, puntando il dito contro il marito della 63enne, convinto che l'uomo sapesse cosa fosse successo a Resinovich.
Sterpin è morto nel febbraio del 2026 e nonostante gli anni trascorsi dal ritrovamento del corpo di Resinovich, sembra non esserci stato alcun passo verso il processo. Il deposito della perizia sui principali reperti del caso (sacchi della spazzatura, abiti e coltelli tra gli altri) è slittato infatti all'8 ottobre dopo l'ultima data di giugno. Un rinvio che dopo 5 anni aveva fortemente amareggiato il fratello della 63enne, Sergio Resinovich, che aveva dichiarato a Fanpage.it di non credere più nella giustizia.
Dello stesso avviso è la cugina, Silvia Radin, che comunque ha dichiarato in un'intervista telefonica di essere pronta a parlare in incidente probatorio. "Ho detto le stesse cose dall'inizio di questa storia – ha ricordato a Fanpage.it – e non ho problemi a ribadirle anche in sede di incidente probatorio. Speriamo di dare una spinta alle indagini, nel frattempo siamo in attesa del deposito dell'8 di ottobre, vedremo cosa succede. Sono passati 5 anni ormai, purtroppo siamo tutti un po' più anziani, per questo vorrei poter rilasciare la mia testimonianza. Al momento non sappiamo neppure se e quando ci sarà un processo, il tempo passa per tutti e purtroppo noi crediamo molto meno nella giustizia dopo tutto quello che ci è successo in questi anni".
"Risponderò a qualsiasi domanda mi faranno, non ho problemi a ricostruire quella che è stata la vita di mia cugina. Se ci sarà un rinvio a giudizio? coi tempi biblici che abbiamo, un eventuale processo sarà l'eredità che lascerò a mia figlia. Al momento non so, ho qualche progetto ancora da realizzare, immaginare di trascorrere gli ultimi anni in Tribunale è davvero brutto. Purtroppo con i tempi della giustizia, sono preparata a tutto".
Radin ha poi raccontato di aver incrociato in strada l'ex marito di Resinovich in questi anni, ma di non aver mai voluto parlare con lui. "Non ne ho alcun motivo per come si è comportato prima e dopo la morte di mia cugina. Ci legava Liliana, ora lei non c'è più e ci sono delle indagini sulla sua morte, non c'è più nulla che mi lega a Sebastiano. Sono dell'idea che abbia depistato le ricerche e le indagini dal primo giorno, non posso tenermi in contatto con una persona così, senza contare le bugie, le incongruenze e anche le falsità sul nostro conto dette in questi anni".
"Io e mio cugino Sergio siamo gli unici rimasti. Non ci sono altri parenti e dopo quello che è successo a Liliana, abbiamo legato molto – racconta ancora Radin -. Ci vediamo spesso, perché ormai siamo solo noi. È brutto constatare che da quell'evento terribile sono passati 5 anni senza che nulla accadesse. Come me, Sergio ha i suoi acciacchi. È molto amareggiato per l'ennesimo rinvio sulle analisi dei reperti, ormai non crediamo più nella giustizia. Speriamo sempre di poterci ricredere".