Il giallo del suicidio del carabiniere Battista Mastroianni, oggi l’autopsia. La famiglia: “Vogliamo la verità”

A quattro giorni dalla morte di Battista Mastroianni, brigadiere dei carabinieri di 39 anni in servizio alla stazione di Bovalino, ci sono ancora alcune domande senza risposta, zone d'ombre sulle quali sarà necessario cercare di fare piena luce. Una su tutte: cosa è accaduto davvero la notte tra il 30 e il 31 gennaio, poco prima che il militare – dopo essere stato controllato in strada da alcuni colleghi – decidesse di accostare la suo auto e spararsi con la pistola d'ordinanza?
Stando alla versione ufficiale fornita domenica dall'Arma, "nella notte del 31 gennaio una pattuglia della Compagnia di Lamezia Terme ha controllato un soggetto in abiti civili (si trattava, per l'appunto, di Battista Mastroianni, ndr) qualificatosi come militare in servizio nell'Arma dei Carabinieri, nei pressi della propria autovettura in un'area periferica del centro cittadino". A seguito del controllo, l'uomo è stato invitato dai colleghi a seguirli in caserma col proprio mezzo privato, "al fine di meglio chiarire i motivi della sua presenza in quel determinato luogo. Durante il tragitto, all’altezza di via delle Terme, il predetto si accostava a lato della strada e compiva l’insano gesto utilizzando la propria pistola d’ordinanza".
Sul corpo di Battista Mastroianni oggi verrà eseguita l'autopsia. Intanto, però, la sua morte ha lasciato sgomenti i suoi concittadini di Caulonia. Come riporta il quotidiano calabrese LaC News, nulla lasciava immaginare un esito del genere. Battista Mastroianni viene descritto come "un uomo delle istituzioni capace di unire rigore e sensibilità, sempre disponibile all’ascolto e al dialogo". "La gente lo chiamava anche se non funzionava lo sportello del bancomat. E lui andava, perché Battista era una persona fondamentalmente molto buona e rispettosa, un gran lavoratore che con il suo modo di fare aveva conquistato l'affetto di tutto il paese".
Insomma, Battista Mastroianni era una persona estremamente stimata nella sua comunità. E in molti, ora, si domandano cosa sia successo sabato notte: perché i suoi colleghi carabinieri lo hanno invitato a seguirlo in caserma? Di cosa sospettavano? E come mai non gli hanno ritiratola pistola d'ordinanza? Domande che al momento non trovano risposta: "Lavoreremo per fare venire fuori la verità perché tutti conosciamo Battista e sappiamo che merita dignità, perché era una bella persona e per quello che ha fatto per la nostra cittadina e per la nostra comunità", ha commentato l'avvocato della famiglia, Ilario Circosta.