Il ghiacciaio dei Forni sta scomparendo per il troppo caldo, il glaciologo: “Mai visto in queste condizioni drammatiche”
Basta salire ogni anno al rifugio Branca, in Valtellina, per vedere il ghiacciaio dei Forni arretrare velocemente. Metro dopo metro sta risalendo la montagna e tra qualche decennio non lo vedremo più. Si vede il ghiacciaio non solo scomparire, ma incresparsi e diventare sempre più grigio, segno che non c'è neve sopra la superficie ghiacciata. E la neve serve al ghiacciaio per alimentarsi. Ma come sta veramente?
Durante l'estate, che è stata una delle più calde degli ultimi tempi, i glaciologi dell'Università statale di Milano e della Fondazione comitato glaciologico italiano si sono recati sul ghiacciaio dei Forni per fare le adeguate misurazioni. I dati poi sono stati pubblicati da Legambiente e sono preoccupanti: è emerso che il ghiacciaio è arretrato di 3 chilometri dall'inizio del secolo ad oggi e quest'estate nelle giornate più calde ha perso 10 centimetri di spessore. E quest'anno le giornate calde non sono state poche. Ma c'è di più: dal 2014 al 2022, stando ai dati dell’Università di Milano, il fronte del ghiacciaio si è ritirato di oltre 400 metri mentre la perdita di spessore è stata di 70 metri in alcuni punti. Fonti di Fanpage.it, che ogni anno fanno analisi del ghiacciaio, precisano che questa è stata un’annata pessima per i ghiacciai lombardi, simile, se non peggiore, a quella del 2022. Ma quanto ci dobbiamo preoccupare?
A Fanpage.it spiega quello che sta succedendo il glaciologo Claudio Smiraglia, già professore dell'Università degli Studi di Milano: "Quest'estate il ghiacciaio dei Forni è in condizioni veramente drammatiche. Sono oltre 50 anni che lo studio e devo dire che non l'ho mai visto in queste condizioni". Nelle recenti analisi è stato accertato che "il ghiacciaio si è separato in tre apparati distinti. Aveva iniziato a spaccarsi nel 2015 ma quest'anno si sta anche separando la lingua centrale perché si è aperta una barriera di rocce che si sta sempre più allargando. Quindi anche la lingua centrale fra brevissimo si spaccherà in due tronconi. E soprattutto quando siamo andati sul ghiacciaio abbiamo notato che non c'era più alimentazione. Ovvero manca la neve sopra il ghiaccio che di solito a fine estate ci permette di dire se il ghiacciaio è bene alimentato oppure no. Se gran parte della sua superficie è coperta di neve vecchia, di neve dell'inverno, vuol dire che sta bene. Ma ora non è così. Mai visto in queste condizioni in tutti questi anni".
Entro quando scomparirà completamente il ghiacciaio dei Forni? "Non si sa con precisione, ma qualche anno fa dicevamo che entro il 2050 si sarebbe diviso in tre pezzi. Ora è già così nel 2026. In pochissimi decenni, se non cambierà qualcosa, la situazione diventerà veramente triste".