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Guerra in Ucraina
6 Dicembre 2022
13:11

Il generale Bertolini spiega qual è la strategia ucraina con gli attacchi dei droni in Russia

Il generale Marco Bertolini spiega a Fanpage.it i possibili obiettivi a lungo termine degli attacchi ucraini in territorio russo, i probabili risvolti sulla guerra in Ucraina e le eventuali reazioni della Russia.
Intervista a Marco Bertolini
Generale italiano in ausiliaria ed ex comandante del Comando operativo di vertice interforze
A cura di Antonio Palma
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Guerra in Ucraina

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che lunedì l'Ucraina ha colpito l'aeroporto militare di Dyagilevo, nella regione di Ryazan, e l'aeroporto militare di Engels nella regione di Saratov, con "droni di fabbricazione sovietica", causando danni ad alcuni bombardieri ma anche morti e feriti tra i militari. Oggi un altro attacco ucraino con droni avrebbe colpito un aeroporto a Kursk dove si è registrato un grosso incendio. Kiev non conferma né rivendica ufficialmente ma lascia ipotizzare che gli attacchi ci siano stati.

Se così fosse si tratterebbe di una operazione senza precedenti dall’inizio della guerra in Ucraina perché per la prima volta vengono colpite e prese di mira basi militari in profondità nel territorio russo. Delle possibili conseguenze di queste azioni ne abbiamo parlato con il generale Marco Bertolini, generale italiano in ausiliaria ed ex comandante del Comando operativo di vertice interforze e della Brigata Folgore.

Generale, droni ucraini avrebbero preso di mira basi militari in profondità nel territorio russo. Quanto può essere credibile un attacco con una portata così estesa? Cosa implicherà per il futuro della guerra in Ucraina?

Abbiamo informazioni limitate ma io credo che siano attacchi quanto meno credibili, su questo non ci sono dubbi. Questo sta a significare che il confitto si sta allargando ulteriormente più di quanto non sia avvenuto fino ad ora, si stanno aggravando le condizioni della guerra anche se attacchi sul territorio russo già ci sono stati. Si tratta infatti di un attacco significativo perché interessa le basi aeree strategiche per la Russia. È un segnale comunque brutto perché sintomo di una situazione che potrebbe sfuggire di mano visto che ormai siamo in un contesto dove prevale la logica della guerra che si auto alimenta da sola. Io penso che gli ucraini sappiano che la Russia non ha assolutamente voglia di passare a una escalation incontrollabile. Del resto la Russia ha già minacciato che un attacco al suo territorio nazionale avrebbe provocato una escalation e si riferiva anche al territorio occupato e annesso dell’Ucraina ma finora non c’è stata alcuna reazione agli attacchi tra quelle paventate.

Il Generale Marco Bertolini
Il Generale Marco Bertolini

Si tratta di una strategia che l’Ucraina potrebbe continuare mettere in pratica nelle prossime settimane?

Sicuramente è una strategia che può proseguire. I russi ora hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi e lo scopo dell’Ucraina e impedirgli di farlo. I russi si sono ritirati da Kherson per guadagnare il tempo necessario per far affluire le riserve mobilitate con la mobilitazione parziale. Si tratta di richiamarle, vestirle e addestrarle, poi inquadrarle in unità organiche e mandarle in combattimento. Per fare questo ci vuole tempo e la Russia si è messa in posizione difensiva dietro il fiume Dnipro proprio per guadagnare questo tempo. Attualmente gli ucraini stanno cercando di impegnare e togliere questo tempo ai russi in modo che siano disturbati e impediti in questa attività di preparazione a un qualcosa che verrà. In questa ottica si tratta di attività che gli ucraini continueranno. La finalità di queste azioni non è sconfiggere il nemico, del resto attaccare una base non cambia il corso di una guerra, ma si tratta di impedire ai russi di passare questo periodo di apparente stasi a organizzarsi. Impedire che il fattore tempo giochi a favore della Russia.

Fonti di stampa indicano che gli Stati Uniti avrebbero segretamente modificato i lanciarazzi Himars consegnati all'Ucraina per evitare che possano colpire la Russia. Un modo per evitare il rischio di essere coinvolti direttamente nel conflitto con la Russia?

Né Russia né gli Stati Uniti hanno intenzione di arrivare a uno scontro diretto e quindi a una escalation incontrollata. Quindi che gli Usa abbiano preso delle misure per evitare questo è comprensibile e ovvio. Resta il fatto che l’inventiva umana in tempo di guerra viene stimolata e porta ad esempio a ristrutturare armi e inventarne di nuove e impreviste. Quindi è difficile avere un controllo della situazione semplicemente facendo un intervento sui missili. Proprio il caso degli attacchi con droni nel territorio russo lo dimostra. Resta dunque una situazione difficile da gestire e che comunque potrebbe sfuggire di mano a prescindere dalle intenzioni di russi ed americani.

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