Il figlio non pulisce, ha un lavoro ma non paga le bollette: madre si rivolge al Tribunale che lo caccia

Si è rivolta al tribunale perché esasperata dai comportamenti del figlio, per niente collaborativo in casa. Il giovane 31enne, secondo quanto raccontato dalla mamma in tribunale, aveva un lavoro, ma nonostante questo non contribuiva alle spese in casa e alle pulizie dell'appartamento. La madre, esasperata dal comportamento del figlio ormai grande, aveva quindi deciso di rivolgersi a un avvocato per allontanarlo e per responsabilizzarlo.
La donna ha infatti raccontato ai giudici di essere proprietaria esclusiva dell'appartamento nel quale conviveva con il figlio che lavorava come cameriere con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio netto di circa 1.400 euro al mese. Nonostante tutto, il 31enne non avrebbe mai contribuito alle spese, non rispettando neppure le regole basilari della convivenza. Nel tentativo di responsabilizzarlo e dargli una lezione di vita, la donna si è rivolta ai magistrati chiedendo che il figlio lasciasse l'appartamento perché l'obbligo di mantenimento era cessato.
Il figlio della donna, però, nel mezzo del procedimento penale si sarebbe licenziato, perdendo di fatto il reddito che, secondo il giudice, avrebbe configurato la cessazione dell'obbligo di mantenimento. Nonostante la nuova condizione di disoccupato dell'uomo, il magistrato della sezione civile del Tribunale di Ravenna ha valutato attentamente la vicenda, dando ragione alla madre.
Il 31enne è stato condannato a lasciare l'immobile dove viveva con la madre entro il 30 giugno 2026 con circa 3mila euro di spese legali da corrispondere. Per il giudice, il fatto che l'uomo si sia dimesso "senza adoperarsi per la ricerca di un altro lavoro" non reintroduce l'obbligo di mantenimento per la madre. Il 31enne è infatti stato definito "nella sua piena capacità lavorativa" e in un'età di presunta raggiunta indipendenza.