Boom dei guariti da Coronavirus, soprattutto in Lombardia. Il bollettino della Protezione Civile del 21 aprile sull'emergenza Covid-19 in Italia rileva 183.957 contagi complessivi (+2.729 rispetto a ieri), di cui 51.600 guariti (+2723) e 24.648 deceduti (+534).  Sono 81.104 i malati in isolamento domiciliare asintomatici o con pochi sintomi, 24.134 sono ospedalizzati e 2.471 sono ricoverati in terapia intensiva, (con un calo di 102 rispetto a ieri, che conferma il trend decrescente già avviato nei giorni scorsi). I tamponi effettuati sono 1.450.150 ( +52126 nelle ultime 24 ore). Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna le regioni più colpite per numero di contagi da Coronavirus.

“Calano i casi positivi e gli isolamenti domiciliari, ma dietro questi dati c'è anche un cambiamento delle metodologie di calcolo”. Giovanni Forti, 25 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Il calo dei positivi, in quelle proporzioni, è quasi esclusivamente imputabile al numero dei guariti in Lombardia, 1366, un numero molto più alto del solito, fuori scala rispetto alla tendenza”.

A cosa è imputabile questo boom dei guariti in Lombardia?

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un cambiamento delle modalità in cui la Lombardia comunica dimessi e guariti. Fino alla settmana scorsa la Lombardia comunicava solamente i dimessi, considerando guariti solamente i dimessi con almeno un passaggio in ospedale. Di fatto chi era in isolamento domiciliare non guariva mai. Nel bollettino regionale di oggi, invece, gli isolamenti domiciliari calano e viene aggiunta una nuova voce nel bollettino, quella dei guariti.

Da oggi in poi dobbiamo aspettarci una crescita di guariti in Lombardia sempre maggiore?

Non sappiamo se questo aumento dei guariti sarà la nuova normalità della Lombardia, ma sicuramente nelle prossime settimane anche in altre regioni il numero dei guariti crescerà sensibilmente.

 

Come mai?

Ieri notte per la prima volta è stato comunicato per la prima volta il numero totale delle persone testate, che è diverso dal numero dei tamponi totali. Una persona, lo sappiamo, può essere testata più volte per accertare la presenza del virus, monitorare l'andamento della malattia, o certificare una guarigione. Da ieri sera sappiamo che le persone testate sono state pari a 943mila circa, a fronte di 1 milione e 400mila tamponi. Questo vuol dire che un terzo dei tamponi è stato somministrato a persone già testate almeno una volta. Moltissimi tamponi a pazienti già ammalati, ma hanno dato un riscontro comunque positivo, altrimenti avremmo centinaia di migliaia di guariti.

Cosa vuol dire?

Questo vuol dire che tante regioni stanno testando più i malati già noti che i malati ipotetici. In particolare questo accade nel Lazio: tre tamponi su quattro sono stati fatti a persone testate almeno una volta.

Quindi?

Quindi il numero dei guariti aumenterà, perché sempre più i tamponi saranno fatti a persone già testate positive. Se fino a oggi due terzi dei tamponi venivano usati per accertare la positività di una persona, da oggi sempre più tamponi saranno fatti per testare le guarigioni. E quello lombardo di oggi non è che un assaggio: tutte le regioni più colpite hanno fatto negli ultimi giorni a più tamponi al personale sanitario.

Oltre alla Lombardia ci sono altri dati anomali?

L'anomalia principale è la Lombardia. Le altre regioni sono in linea a quel che succedeva nei giorni precedente. Emilia – Romagna e Piemonte, con 435 e 280 guariti, mostrano dati significativi ma sono comunque lontani dall'exploit lombardo.

Oggi ci sono stati ancora 543 morti, però..

I decessi rimangono ancora tanti, tantissimi. La Lombardia, anche oggi, fa più di 200 morti. Il Piemonte ne fa 84, l'Emilia – Romagna ne fa 70, il Veneto più di 40, la Puglia fa 25 morti. Tutti i numeri in crescita rispetto a ieri.

Al Sud come va? Si può parlare di emergenza quasi finita?

Oggi la Sicilia è la regione con l'aumento percentuale più alto è la Sicilia, con 76 contagiati. Per Puglia, Sicilia e Abruzzo, le tre regioni più colpite al Sud, c'è sempre una brutta giornata nella settimana. La situazione però è globalmente sotto controllo. Per le regioni del sud l'arrivo a zero contagi è questione di poche settimane.