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“I miei figli portati via da mia moglie”: Farnesina e Ambasciata rispondono sul caso del papà italiano in Giappone

Del caso di Michele Dall’Arno, i cui tre figli sono stati sottratti dalla moglie in Giappone, si stanno interessando Farnesina, Ambasciata italiana e alcuni parlamentari. Il docente italiano: “Per ora ho ricevuto solo promesse vaghe. Di concreto non è arrivato ancora nulla”.
A cura di Davide Falcioni
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Michele con uno dei suoi tre figli in Giappone
Michele con uno dei suoi tre figli in Giappone

A ormai quasi quattro mesi dalla scomparsa dei suoi tre figli – sottratti dalla madre senza alcun preavviso e senza lasciare traccia – la vicenda di Michele Dall’Arno non si è ancora sbloccata nonostante sia stata presa in carico dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo, dalla Farnesina e – seppur ufficiosamente – da alcuni parlamentari.

Il docente universitario romagnolo, residente da 14 anni in Giappone, continua a denunciare quello che definisce un "Far West giuridico" nel diritto di famiglia nipponico – ovvero la facoltà per un genitore di allontanare arbitrariamente i figli all'altro.

Come e quando sono stati sottratti i figli a Michele Dall'Arno

Prima di addentrarci nei risvolti istituzionali ricordiamo la storia di Michele, iniziata il 31 ottobre 2025: quel giorno l'italiano rientra a casa, a Toyohashi, dopo una breve trasferta di lavoro e trova l’abitazione completamente vuota. La moglie giapponese è sparita con i tre figli di 7, 5 e 3 anni, portando via vestiti, giochi e l’auto di famiglia. Poco dopo arriva una mail fredda e stringata: la donna comunica di aver cambiato residenza e scuola ai bambini. Nessun indirizzo, nessuna spiegazione, nessuna possibilità di replica.

Da quel momento, secondo il diritto di famiglia giapponese, il padre perde di fatto ogni ruolo genitoriale. La sottrazione dei minori non comporta conseguenze penali significative perché non esiste l’affido condiviso e il principio che guida i tribunali è quello della "continuità": i figli restano con il genitore che ne ha il possesso materiale, indipendentemente dalle modalità con cui quel possesso è stato ottenuto: nel caso di Michele Dall'Arno, molto semplicemente la moglie si è portata via i figli. In oltre tre mesi, il docente italiano è riuscito a sentire la voce di una sola figlia, una sola volta, per meno di mezz’ora.

Michele Dall’Arno
Michele Dall’Arno

L’Ambasciata: "Seguiamo la vicenda con la massima attenzione"

Fanpage.it nei giorni scorsi ha interpellato l’Ambasciata italiana a Tokyo per richiedere un chiarimento sulla vicenda. In una risposta ufficiale, la sede diplomatica conferma che sia l’Ambasciata sia il Consolato Generale d’Italia a Osaka stanno seguendo il caso "con la massima attenzione". L’Ambasciatore ha ricevuto Michele Dall’Arno poche settimane fa e la situazione è stata sottoposta anche al Ministero degli Esteri.

Nella nota, i diplomatici italiani a Tokyo confermano come non si tratti di un episodio isolato: "È purtroppo un problema diffuso, oltre che drammatico, che continua a causare profonde sofferenze non solo a nostri connazionali ma anche a cittadini di molti altri Paesi, compresi molti padri giapponesi". Un riconoscimento importante, perché inserisce il caso in un contesto strutturale e tutt'altro che eccezionale, ma che non scioglie il nodo principale: l’assenza, nel sistema giuridico giapponese, di strumenti efficaci per tutelare il diritto dei minori a mantenere rapporti con entrambi i genitori.

La Farnesina: "Assistenza consolare sin dalla prima segnalazione"

Anche il Ministero degli Esteri ha fornito a Fanpage.it un riscontro ufficiale. In una nota, la Farnesina ricostruisce la cronologia dei fatti: nei primi giorni di novembre 2025 Michele Dall'Arno segnala al Consolato Generale d’Italia a Osaka l’allontanamento della moglie con i bambini e l’improvvisa interruzione di ogni contatto. "Sin dalla prima segnalazione – si legge – la Sede ha prestato al connazionale ogni necessaria assistenza consolare". Dall’Arno è stato ricevuto dall’ufficio competente della Farnesina, dal Consolato di Osaka e successivamente dall’Ambasciata a Tokyo. In tali incontri sarebbe stata ribadita la disponibilità ad assicurare supporto e assistenza e l’Ambasciata ha formalmente chiesto alle autorità giapponesi un intervento volto a facilitare una visita consolare ai minori, in quanto cittadini italiani. Visita che tuttavia finora è stata sempre negata dalla madre, che si è trasferita con i piccoli in un'altra città e non permette al docente italiano di avere neppure sporadici contatti telefonici.

Ad ogni modo, gli interessamenti delle istituzioni italiane – Farnesina e Ambasciata – pur rappresentando un atto rilevante, finora non hanno prodotto risultati: i bambini restano irreperibili e ogni richiesta di contatto continua a essere respinta.

Dall'Arno: "Dalla politica finora solo promesse vaghe"

Nel frattempo, Michele Dall’Arno ha deciso di organizzarsi insieme ad altri genitori italiani colpiti dallo stesso problema. "Abbiamo formato un gruppo di undici padri e una madre – racconta a Fanpage.it – tutti vittime, in tempi diversi, dell’impunità della sottrazione minorile in Giappone. L’obiettivo è fare fronte comune con i media, la politica e la diplomazia". Il coordinamento è seguito pro bono dall’avvocato Marco Ghini, legale emiliano esperto in diritto internazionale.

Sul piano politico, negli ultimi giorni il docente avrebbe avuto contatti con la senatrice Ilaria Cucchi e con l’europarlamentare Stefano Bonaccini, oltre a un precedente confronto con il senatore Manca. "C’è attenzione e sensibilità – racconta Michele – ma per ora solo promesse vaghe. Di concreto, né dall’Italia né dall’Europa, non è arrivato ancora nulla".

I casi di sottrazione minorile in Giappone

Il caso Dall’Arno si inserisce in un fenomeno ampiamente documentato ma poco conosciuto fuori dal Giappone, Paese in cui la sottrazione dei minori da parte di uno dei genitori, quasi sempre all’inizio di una separazione, è una pratica estremamente diffusa. Secondo studi accademici e inchieste internazionali, fino a due divorzi su tre iniziano con la scomparsa di uno dei genitori insieme ai figli: ogni anno, migliaia e migliaia di bambini perdono ogni contatto con il padre o con la madre, spesso per tutta l’infanzia.

Il Giappone non prevede l’affido condiviso e, nonostante l’adesione alla Convenzione dell’Aia sulla sottrazione internazionale dei minori, l’applicazione concreta resta limitata e fortemente sbilanciata a favore del genitore "collocatario di fatto". Una situazione che ha attirato negli anni critiche da parte di organismi internazionali e istituzioni europee, senza però produrre riforme strutturali.

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