"Signor Presidente Conte, le scriviamo perché leggendo un'Ansa abbiamo saputo che incontrerà il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, al margine dei lavori del GT7 Forum, in Cina". Comincia così la lunga lettera al premier Giuseppe Conte di Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, ucciso alla fine del gennaio 2016 al Cairo, in Egitto, in circostanze che restano tutt'oggi avvolte nel mistero. Nella missiva, pubblicata da La Repubblica, la coppia ha chiesto al presidente del Consiglio, che si trova a Pechino per i lavori del forum Belt and Road sulla Via della Seta, di pretendere la verità sul rapimento, tortura e morte dello studente, al collega egiziano Abdel Fattah Al Sisi, che incontrerà proprio in questa occasione soprattutto per discutere della crisi libica. Chissà che, però, anche il tema del delitto dello giovane triestino non rientri nell'agenda dell'appuntamento tra i due.

"Sono trascorsi ormai più di tre anni e assieme a tantissimi cittadini di tutto il mondo attendiamo di sapere i nomi di tutti i soggetti coinvolti e di vederli assicurati alla giustizia italiana", auspicano Paola e Claudio, che non esitano a chiedere al premier italiano "di essere determinato ed incisivo con il presidente egiziano, di andare oltre ai consueti proclami e promesse, e di ricordargli che la procura romana ha già inserito cinque persone nel registro degli indagati, in base alle indagini effettuate superando gli enormi ostacoli posti da parte degli stessi egiziani; è giunto il momento di ricevere una risposta concreta, vera e definitiva". I genitori di Giulio Regeni chiedono giustizia per lui ma anche per l'Italia. "Senza questa risposta – continuano nella lettera – la dignità del nostro paese e delle istituzioni che Lei rappresenta risulterebbe irrimediabilmente mortificata. Lei si è proposto come avvocato difensore del popolo italiano, per questo Le chiediamo di non dimenticare l'aspetto etico oltre che quello giuridico. Giulio, come cittadino, ha diritto ad essere difeso e a trovare giustizia, come non è stato difeso e non ha avuto giustizia da vivo".

"Presidente Conte, si ricordi di Giulio mentre stringerà la mano del Generale Al Sisi e pretenda, senza ulteriori dilazioni o distrazioni di sorta, la verità sulla sua uccisione", concludono Claudio e Paola, ben sapendo che l'impresa sarà tutt'altro che facile. Il presidente egiziano ha sempre affermato di impegnarsi per scoprire cosa è successo al giovane friulano alla fine di gennaio del 2016. Proprio Al Sisi aveva incontrato Conte già lo scorso febbraio raccontando di una "costante attenzione e impegno perché questo caso abbia una soluzione", ma di fatto nulla è cambiato e la morte di Giulio resta ancora un mistero.