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“Ho donato gli organi di mio figlio per dare speranza ad altre mamme, ora cerco i riceventi”: la storia di Cinzia

Cinzia racconta a Fanpage.it la storia di Mirko, il figlio morto a 14 anni in un incidente in montagna, e la scelta di donare gli organi. Cerca notizie dei riceventi: “L’ho fatto con la speranza di non vedere altre mamme soffrire, vorrei sapere se stanno bene”.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

"Mirko è caduto in montagna, sulle cime del Monte Bondone, il 17 novembre 2024. Purtroppo, ha battuto la testa ed è precipitato in un canalone per 150 metri. Quando ho visto l'elicottero, prima ho chiamato mio figlio che non mi ha risposto, poi un ragazzo che era su con lui. Mi ha detto: ‘Non ti hanno detto niente? È caduto Mirko‘".

Inizia così il racconto di Cinzia, la mamma di Mirko, morto in un incidente in montagna nel 2024. I suoi organi sono stati donati nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2024 a Trento. L'abbiamo contattata telefonicamente perché su Facebook ha pubblicato un post per lanciare un appello: vorrebbe avere notizie dei riceventi.

"Dopo l'incidente i soccorsi sono stati rapidissimi, mi sono precipitata all'ospedale e il chirurgo mi ha detto che avrebbero provato a fare un intervento salvavita, però avevo capito che non c'erano speranze. Mirko è stato in coma per 3 giorni, poi è sopraggiunta la morte cerebrale", ha raccontato ancora a Fanpage.it.

A quel punto Cinzia ha detto subito ai medici che lei e il papà erano favorevoli alla donazione, decisione preso già pochi giorni prima. "L'ho fatto con la speranza che altre mamme non dovessero patire questo", ha spiegato.

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"In tante altre città gli ospedali danno informazioni sul sesso, l'età e anche la città del ricevente; in altre l'ospedale dove sono arrivati gli organi. A Trento, invece, dove Mirko ha donato, non dicono niente", aggiunge.

Cinzia non ha tante informazioni, sa solo che il cuore e i polmoni del figlio sono stati trapiantati rispettivamente in un signore di 54 anni e uno di 65. Il fegato è stato trapiantato in un ragazzo di 15 anni, i reni a due ragazze di 15 e 17 anni.

"Il mese successivo, prima di Natale, ho fatto un post su Facebook e il 27 dicembre mi ha risposto la mamma del ricevente del fegato, in forma anonima. Non ho neanche chiesto il nome di questo ragazzo, perché non è importante. Chi dona lo fa nella speranza di sapere che il proprio caro non è morto invano".

Il post pubblicato da Cinzia su Facebook.
Il post pubblicato da Cinzia su Facebook.

"Vorrei solo sapere se questa cosa ha salvato davvero la vita alle persone che hanno ricevuto gli organi di Mirko, questo per me darebbe a tutto ancora più senso. – aggiunge – È vero che sarebbe comunque morto, ma non è facile donare gli organi di un figlio. Però l'ho fatto con la speranza di non vedere altre mamme soffrire".

A Cinzia chiediamo di parlarci un po' di Mirko, dei suoi ricordi: "Era il mio unico figlio, lo chiamavano ‘gigante buono' perché a 14 anni era già alto 1 metro e 82 centimetri. Era molto maturo, a scuola i professori lo definivano ‘un genio', stava facendo il c2 in inglese. Era umile, sensibile, aiutava tutti".

E aggiunge: "Gli altri venivano sempre prima di lui, mi diceva che per lui c'era sempre tempo". Il 20 settembre scorso Cinzia ha riunito tutti i compagni di scuola di Mirko, delle medie e delle superiori, per festeggiare il suo compleanno.

"L'ho fatto per ricordarlo insieme a loro. – ci spiega – In più, io e il suo papà ci siamo sposati dopo la sua morte: mio figlio sognava da tanti anni che lo facessimo, è stato un regalo per lui e una sorta di ripartenza per noi".

Dopo aver avuto notizie del 15enne che ha ricevuto il fegato di suo figlio, Cinzia non si arrende e spera di trovare gli altri riceventi: "La mamma di questo ragazzo mi ha contattata in forma anonima e a me va benissimo così, la ringrazio ancora per la sensibilità nei miei confronti. Per me la cosa importante è sapere che Mirko ha salvato la vita a queste persone".

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