Le vacanze di Natale si avvicinano e in molti stanno pensando di trascorrere le feste con le proprie famiglie, pur nel rispetto delle misure anti-Covid che verranno a breve varate dal governo per scongiurare la terza ondata della pandemia di Coronavirus. Tra cene e festeggiamenti, infatti, non mancherà occasione di piccoli assembramenti che però potrebbero rappresentare un rischio soprattutto per le persone più fragili, come nonni, zii o anziani genitori. Per questo, alcuni stanno pensando di sottoporsi a tampone prima di riunirsi con i propri cari per evitare di trasmettere il virus a chi è in pericolo. Ma ha senso fare uno screening prima delle feste per salvare il cenone? Anche gli scienziati sembrano avere pareri discordanti, ma tutti concordano sul fatto che non può essere un lasciapassare e che deve comunque essere accompagnato dai comportamenti a cui ormai siamo abituati, come distanziamento, uso della mascherina e igiene.

L'ultimo in ordine temporale ad esprimersi sulla possibilità o meno di sottoporsi a tampone prima delle feste natalizie è stato Walter Ricciardi. Il consigliere personale del ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato chiaro: "Sconsiglierei queste attività, la cosa più importante è mantenere un atteggiamento saggio. Poi è chiaro, se si ha il sospetto di esser entrati in contatto con un positivo si fa bene a farlo, ma fare il tampone a scopo cautelativo è pericoloso", ha detto intervenendo a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. La soluzione per Ricciardi per non correre rischi è una: "Il consiglio è sgradevole ma è così: bisognerebbe rimanere nel posto di residenza, non muoversi e magari rinviare la visita ai propri congiunti a gennaio. Bisognerebbe stare con persone di cui si conosce il comportamento nei giorni precedenti. Quello che può succedere è che anche con poche persone ce ne è una che ha avuto contatto con soggetti infetti nei giorni precedenti e infetta tutti a casa. Se è un super diffusore, addirittura, è terribile".

Dello stesso avviso anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano. "Il tampone prima del cenone di Natale – ha detto – non è un lasciapassare. Bisogna ricordare che il test, inizialmente negativo, può diventare positivo tra le 24 e le 72 ore dopo l’avvenuta infezione". Pregliasco ha fatto un esempio pratico: "Mi infetto il 23 dicembre mattina, il 23 dicembre pomeriggio faccio il tampone molecolare o rapido e risulto negativo. Il 24 pomeriggio se rifacessi il test potrei, invece, risultare positivo – ha aggiunto -. Questo perché il quadro generale cambia a causa dei tempi di incubazione e della sensibilità dei test. L’unico modo per essere sereni durante il cenone è rispettare le norme. Nella fattispecie, pochi commensali a tavola (4 o 6 al massimo), distanza di sicurezza e mascherina tolta solo per magiare". Anche per Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità in Puglia, "chiarito che si tratta di un filtro in più, che va comunque combinato con la valutazione che ognuno di noi può fare sui comportamenti che ha avuto e i rischi a cui si è esposto, il tampone antigenico qualora negativo non può dare la certezza della non positività. Utile, ma non risolutivo. Tutto questo premesso, va eseguito a ridosso del giorno in cui avremo l'incontro con i familiari. Si riduce il periodo finestra". Anche l'infettivologo Matteo Bassetti ha sconsigliato tampone prima di vedere i parenti a Natale perché "fuorviante, rischieremmo di fare gli stessi errori dell'estate".