Graziano Mesina, l'ex primula rossa del banditismo sardo, torna in libertà. L’ex bandito sardo, 77 anni compiuti ad aprile e finora in carcere a Nuoro per traffico internazionale di droga, è stato scarcerato per decorrenza dei termini: le motivazioni della sentenza d'appello non sono ancora state depositate e ciò ha fatto decadere la misura cautelare. Graziano Mesina era stato arrestato sei anni fa in quanto ritenuto a capo dell'organizzazione criminale sarda. Era stato poi condannato a trenta anni di reclusione nel processo d'appello svoltosi a Cagliari lo scorso anno per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Dopo la condanna del 2016 a Mesina era stata revocata la grazia concessa nel 2004, dopo aver trascorso 40 anni dietro le sbarre, dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Al processo d'appello si era dichiarato innocente – Al processo d'appello Mesina, noto anche con lo pseudonimo di Gratzianeddu, aveva rilasciato alcune dichiarazioni: “Quando ho commesso reati – aveva detto davanti alla corte – me ne sono sempre fatto carico e non sono mai stato capo neppure negli anni Sessanta. Ma dopo la grazia non ho mai fatto nulla di ciò di cui vengo accusato". E ancora: "Ho fatto l'errore di farmi prestare dei soldi – ha svelato – e poi sono stato ricattato. Ma non ho commesso i reati per i quali sono stato condannato". "Se verrò condannato, sarò condannato da innocente", le ultime parole dell'imputato durante il processo. Graziano Mesina, nato a Orgosolo nel 1942, è ritenuto uno dei principali esponenti del banditismo sardo nel Novecento, coinvolto in numerosi crimini e protagonista anche di innumerevoli evasioni.