Granarolo richiama latte Uht bimbi per possibile contaminazione microbiologica

Il Gruppo Granarolo ha annunciato oggi l’immediato richiamo dal commercio di alcuni lotto di Latte Uht bimbi a causa di un possibile rischio microbiologico per i consumatori. L’allerta alimentare lanciata attraverso i canali di comunicazione del gruppo che produce il latte interessato e da varie catene della grande distribuzione che vendono il prodotto nei loro supermercati. Nel dettaglio, oggetto del richiamo è il Latte BF 2 UHT, si tratta di latte di proseguimento per neonati da 6 a 12 mesi con aggiunta di vitamina D della linea Granarolo Bimbi prodotto con Latte Fresco di Alta Qualità da Filiera italiana.
Come spiega l’avviso di richiamo, datato 9 gennaio, il ritiro dal commercio del Latte è stato disposto in via precauzione per una possibile presenza di contaminante microbiologico non meglio specificato. Il prodotto in questione è confezionato dalla stessa Granarolo SpA nel proprio stabilimento di Soliera, in provincia di Modena e venduto in confezioni da due brick da 500 ml ciascuno.
I lotti interessati dal richiamo sono tre: quelli con numero Q5185B–; Q5312B–; Q5351B—e termini minimi di conservazione (TMC) fissati rispettivamente al 30/03/2026, 04/08/2026 e 12/09/2026. L’azienda ha già provveduto al richiamo delle confezioni invendute nei supermercati ma per chi avesse già acquistato il latte con lotto e termini minimi di conservazione sopra indicati , l’invito è a non somministrare il prodotto ai bambini ma di restituirlo al punto vendita di acquisto.
Il richiamo del latte Granarolo arriva pochi giorni dopo il maxi richiamo di latte per neonati di Nestlé che ha coinvolto diversi Paesi tra cui anche l’Italia sempre a causa di un rischio microbiologico. Interessati in questo caso diversi lotti di prodotti formulati per l’infanzia. Nella nota diffusa per dar notizia del richiamo alimentare. L’azienda ha spiegato di aver rilevato un problema di qualità in un ingrediente proveniente da uno dei suoi principali fornitori. Il gruppo fa sapere di aver “effettuato un'analisi di tutti gli oli di acido arachidonico e delle miscele di oli corrispondenti utilizzati nella produzione dei prodotti per l'alimentazione infantile potenzialmente interessati”.
