Una donna, Migena Kellezi, di 30 anni, è stata uccisa a coltellate da suo marito, Il drammatico omicidio si è consumato questa mattina nella abitazione della coppia, uno stabile in via Campagnola al numero 21 a Gradisca d'Isonzo, nella provincia di Gorizia. Secondo una prima ricostruzione, la donna – una trentenne di origini albanesi e cittadinanza italiana – sarebbe stata colpita al termine di una lite scoppiata in casa. L’uomo, Dritan Sulollari, 37enne, anche lui di origini albanesi, l’ha colpita alla gola con un coltello da cucina. Poi, secondo la ricostruzione de Il Gazzettino, avrebbe chiamato i carabinieri per confessare di aver ammazzato sua moglie e li avrebbe aspettati a casa, dove è stato trovato accanto alla vittima e arrestato. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, ma purtroppo per la donna era già troppo tardi.

Il figlio di otto anni in casa al momento del delitto – Al momento del delitto, nell'abitazione ma pare in un’altra stanza della casa, si trovava anche il figlio di otto anni della coppia. Secondo quanto si apprende a Gradisca d'Isonzo, la coppia era arrivata in paese circa due anni fa. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che l'uomo da alcuni mesi non lavorava ed era la donna a provvedere al sostentamento della loro famiglia. Pare che le liti tra i coniugi fossero all'ordine del giorno. I militari, al comando del capitano Marco Quercigh, sono sul posto per gli accertamenti di rito.

Il marito è in ospedale: potrebbe aver tentato suicidio – Sulollari si trova ora in ospedale a Gorizia, per essere medicato per alcune ferite che – stando a quanto emerso finora – si è procurate nel corso dell'aggressione. Gli inquirenti cercando di capire se si tratta dell'esito di un disperato tentativo di difesa della donna oppure del gesto inconsulto dell'uomo, una volta resosi conto di quello che aveva fatto. L'uomo comunque non è in gravi condizioni; nel pomeriggio sarà interrogato dal sostituto Procuratore della Repubblica Laura Collini, titolare dell'inchiesta affidata ai Carabinieri del Nucleo investigativo di Gorizia al comando del tenente colonnello Pasquale Storace. Sembra che la coppia fosse in Italia da una ventina d'anni circa: l'uomo ha lavorato nel settore della ristorazione, sia a Gorizia sia a Gradisca d'Isonzo, ma da circa cinque mesi era disoccupato.