“Da uomo a uomo, da padre a padre chiedo al Procuratore Sadek di mantenere questa promessa… E di restituirci i vestiti che Giulio indossava quando lo hanno ritrovato. Grazie.” Claudio Regeni, padre di Giulio, rivolge il suo toccante appello – a Che Tempo che fa di Fabio Fazio su Rai1 – al Procuratore Capo de Il Cairo che ha promesso "guardandoci negli occhi, che avrebbe catturato i responsabili del rapimento, della tortura e dell'uccisione di nostro figlio. Da padre a padre, gli chiedo di rispettare quella promessa", aggiunge il signor Regeni.

A che punto sono le indagini

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento delle indagini, i genitori del dottorando italiano all'università di Cambridge si dicono scoraggiati: “Noi fin da sempre abbiamo detto che non vigliamo finte verità e depistaggi, noi vogliamo sapere tutto quello che è successo per arrivare ad una verità processuale. Le indagini sono ad un punto morto, non ci sono corrispondenze dal fronte egiziano. Pignatone ha detto che siamo allo stallo". Noi non eravamo d’accordo con il ritorno dell’ambasciatore. È passato un anno e mezzo, tante cose sono state fatte in Egitto, ma sicuramente la verità non è stata trovata”. L’ambasciatore “aveva come mandato prioritario la ricerca della verità e della giustizia per Giulio. Per noi e’ tempo di richiamarlo per consultazioni. Abbiamo imparato questa terminologia. Il ritorno è stato fallimentare al massimo”.

I genitori di Giulio Regeni ringraziano

Il 25 gennaio scorso “abbiamo fatto un evento a Fiumicello e in altre 100 piazze. Vorremmo ringraziare le persone che ci stanno vicine con dedizione e rispetto negli ultimi 3 anni”, hanno detto Claudio e Paola Regeni su Rai 1. “Il sindaco di Milano, Sala, si è fatto promotore di un appello che lancerà anche agli altri sindaci e che invieranno al premier Conte affinché le istituzioni rimangano al nostro fianco, perché lui fin dall’inizio ha detto che è l’avvocato degli italiani. Noi sentiamo che il governo vuole la verità”, aggiungono i Regeni.